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I 130 anni della Camera del Lavoro CGIL di Civitavecchia: Modesto Iacopucci sindacalista sovversivo

ENRICO CIANCARINI CIVITAVECCHIA – L’occasione del convegno storico di oggi, 2 dicembre, organizzato dalla CGIL per celebrare i centotrenta anni della Camera del Lavoro mi hanno spinto a riprendere in mano il saggio che pubblicai sul secondo ...

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ENRICO CIANCARINI

CIVITAVECCHIA – L’occasione del convegno storico di oggi, 2 dicembre, organizzato dalla CGIL per celebrare i centotrenta anni della Camera del Lavoro mi hanno spinto a riprendere in mano il saggio che pubblicai sul secondo numero del Bollettino della Società Storica Civitavecchiese uscito nel dicembre 2005 con il titolo La Camera del Lavoro civitavecchiese dal 1901 al 1920. La figura di Modesto Iacopucci.

In quegli anni frequentavo assiduamente l’Archivio Centrale dello Stato sfogliando i fascicoli dei sovversivi civitavecchiesi inseriti nel Casellario politico centrale. L’obiettivo era quello di pubblicarli, come poi realizzai nel maggio del 2019 con Appunti di vite sovversive (Bollettino 28).

Fra quelle centinaia di fascicoli mi colpì quello di un ferroviere senese, Modesto Iacopucci nato a Siena il 28 maggio 1868, trasferito a Civitavecchia per punizione il 4 dicembre 1901. Era già un attivo propagandista del Partito socialista e implacabile sindacalista. L’Avanti! lo segnala protagonista di scioperi a Siena e a Orbetello. Sul numero del 3 settembre 1899 leggiamo che “dopo un vibrato appello del ferroviere Jacopucci ai compagni di lavoro perché si organizzino sotto la bandiera del Riscatto ferroviario, l’adunanza si sciolse ordinatissima.

La sua figura è centrale nella formazione e affermazione del movimento operaio a Civitavecchia:

“Arrivato nella nostra città, entra subito in relazione con i dirigenti locali del Partito socialista ed i capi del movimento anarchico. In breve assume fra i compagni una speciale influenza ed autorità, spiegata dalla polizia per la scarsa istruzione e per la limitata intelligenza della popolazione, grazie a cui trova facile terreno alla sua propaganda. Nominato membro del consiglio direttivo della locale sezione socialista, è sempre il primo a prendere parte alle manifestazioni pubbliche antigovernative, tenendo discorsi in occasione di elezioni politiche, provinciali, comunali ed in qualunque circostanza favorevole al suo partito.

D’accordo con l’avvocato Luigi Sabbatini, si adopera per la riorganizzazione e lo sviluppo della Camera del Lavoro, di cui è successivamente nominato segretario, anche se non conosciamo la data esatta. La sua entrata nell’organismo sindacale provoca un risveglio in tutte le classi lavoratrici di Civitavecchia e del suo circondario. Coadiuvato da altri compagni, riesce a far iscrivere al sodalizio tutte le organizzazioni operaie, formando anche varie leghe di resistenza. Inizia a riunire seralmente i capi e le persone più influenti di queste associazioni operaie, ed ad esse trasfonde, aiutato dal Sabbatini, le massime socialiste, che poi vengono divulgate nel popolo. Insomma crea una scuola politica a Civitavecchia, creando i futuri quadri dirigenti del proletariato civitavecchiese.

Il 19 settembre 1904 anche Civitavecchia vive il primo sciopero generale della storia italiana. I circa tremila scioperanti sono coordinati dall’allora segretario della rinata Camera del Lavoro Ciro Lancia. Due mesi dopo, a novembre, l’esponente della Camera del Lavoro romana, Luigi Colli, riscuote un buon successo nelle elezioni politiche nel collegio di Civitavecchia.

Il 1 ottobre 1906 a Milano nasce la Confederazione Generale del Lavoro CGdL.

Il 28 giugno 1908, il movimento operaio civitavecchiese coglie la sua prima vittoria politica ed amministrativa con l’elezione del primo sindaco socialista, l’avvocato Luigi Sabbatini a capo di una giunta democratica, espressione del Blocco popolare formato dai partiti socialista, repubblicano e radicale.

Il sottoprefetto Paolo D’Ancora così descrive il ferroviere Modesto Iacopucci:

“Fu uno dei principali organizzatori della locale Camera del Lavoro, la quale ebbe ed ha spiccata tendenza sindacalista, rafforzò efficacemente la sezione socialista e si fece iniziatore di tutte le agitazioni e manifestazioni contro le locali amministrazioni comunali del partito costituzionale, creando così vivissime lotte di classe, che provocarono vero e proprio odio da parte degli operai verso le altre classi della popolazione con conseguenti incidenti deplorevoli e pericolosi”.

Modesto Iacopucci muore a Civitavecchia l’8 ottobre 1920, è sepolto nel Cimitero vecchio e la città non lo ricorda in alcun modo.

Il convegno di oggi, alla Cittadella della Musica, organizzato dalla Camera del Lavoro CGIL per celebrare i centotrenta anni dalla fondazione avvenuta nell’ottobre del 1893, è il momento adatto per ricordarlo e per ricostruire le vicende del movimento operaio a Civitavecchia fra la fine dell’Ottocento e il 1922 anno della conquista del potere da parte del fascismo con la progressiva riduzione delle libertà politiche e sindacali, fino allo scioglimento forzato della CGdL e dei partiti alternativi al fascismo.

Nel mio articolo del 2005 scrivevo che “la storia del movimento operaio civitavecchiese aspetta ancora di essere scritta”. Mi auguro che la futura pubblicazione degli atti di questo convegno colmi questa grave lacuna.

Al convegno partecipano illustri storici del movimento operaio italiano e studiosi del territorio: Adolfo Pepe ( Il ruolo delle Camere del Lavoro nella storia dell’Italia); Fabio Fabbri (Civitavecchia negli anni Novanta dell’Ottocento); Caterina Battilocchio (La vita come militanza. Maria Giudice, biografia di un’attivista infaticabile); Silvio Antonini (Arditi del popolo e autodifesa delle sedi operaie dinanzi allo squadrismo fascista); Enrico Ciancarini (Modesto Iacopucci, il sindacalista sovversivo); Giuseppe Sircana (La ricostituzione del sindacato a Civitavecchia nel secondo dopoguerra). Ringrazio la segretaria generale della CdL CGIL Stefania Pomante per avermi coinvolto in questo stimolante progetto di ricerca e divulgazione storica.


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