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Incendio al carcere di Civitavecchia: agenti intossicati

Incendio al carcere di Civitavecchia: agenti intossicati

CIVITAVECCHIA – Torna alla ribalta il problema della sicurezza all’interno della casa circondariale di Civitavecchia e si allunga la lista di episodi gravi che hanno come protagonisti i detenuti. La denuncia arriva da Massimo Costantino della ...

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CIVITAVECCHIA – Torna alla ribalta il problema della sicurezza all’interno della casa circondariale di Civitavecchia e si allunga la lista di episodi gravi che hanno come protagonisti i detenuti. La denuncia arriva da Massimo Costantino della Fns Cisl e fa riferimento a quanto avvenuto la notte scorsa all’interno del nuovo complesso di Borgata Aurelia «dove un detenuto, problematico cittadino italiano, ha prima distrutto la cella detentiva e successivamente le ha dato fuoco: stesse modalità a distanza di dieci giorni – ha spiegato – l’incendio ha interessato tutta la sezione che è stata evacuata. I detenuti sono stati messi in sicurezza e nel frangente dei soccorsi il detenuto piromane ha aggredito gli stessi agenti di cui uno tutt’ora è ancora al pronto soccorso. Stesso ricorso medico a cui hanno avuto bisogno altri quattro agenti che sono risultati intossicati unitamente ad altri detenuti. Il detenuto in questione non è nuovo a tali episodi e più volte è stato richiesto il suo trasferimento per ragioni di ordine e sicurezza ma ciò non risulta essere mai ottenuto. Detenuto noto, anche, perché deve scontare diversi procedimenti disciplinari ma causa del sovraffollamento e l’indisponibilità di celle detentive previste dall’ art 32 DPR 230/2000 il soggetto non ha mai espiato le sanzioni emesse dal consiglio di disciplina e sebbene il Decreto Sicurezza emanato poco tempo fa dal governo Meloni, gli organi preposti, non hanno disposto il trasferimento del soggetto che da mesi destabilizza l’ordine costituito mettendo in atto vessazioni, aggressioni, ai danni del personale tutto, pare anche nei confronti del vice Direttore. Questo episodio evidenzia in maniera chiara come a nulla siano valsi gli allarmi sulla necessità di rinforzare il contingente poiché si è impossibilitati a gestire senza un numero congruo di personale i detenuti facinorosi. Occorre garantire e porre in sicurezza il personale di Polizia Penitenziaria – ha aggiunto Costantino – dato che la responsabilità è in capo al datore di lavoro ed alla stessa amministrazione ed è bene ricordare che con tutto ciò non è mai mancato da parte della Polizia Penitenziaria la dedizione a svolgere il proprio mandato istituzionale, garantendo la sicurezza non solo delle carceri ma di tutta la comunità. Per la Fns Cisl Lazio occorrono urgenti e radicali interventi perchè il personale è stremato e così non si può continuare; servono ora come non mai solo atti concreti. Purtroppo dobbiamo segnalare che nella previsione di aumento della dotazione organica del carcere NC Civitavecchia l’amministrazione regionale ha previsto un incremento di solo 9 unità rispetto alla proposta della Fns Cisl Lazio di 15 unità. Le modifiche proposte dalla Fns Cisl Lazio per il carcere di NC Civitavecchia erano state effettuate tendo conto della relazione illustrativa del DAP sulla previsione di nuovi reparti detentivi inclusa nel Fondo complementare al PNRR tra cui vi è inserito il carcere di NC Civitavecchia. Mancano più di 60 unità al NC Civitavecchia, mentre, nella regione ne mancano circa 650 unità di polizia penitenziaria. Il personale lavora in condizioni critiche ed è stremato e se a ciò si aggiunge che, anche , si continua a gravare su, una competenza non propria dato che deve occuparsi di detenuti con problemi psichiatrici la situazione peggiora ulteriormente. Addirittura è notizia di questi giorni dove al personale è negato addirittura un periodo di ferie natalizie – modalità questa fortemente criticata, anche, dalla Fns Cisl poiché il supporto può avvenire con modalità concordate mediante l’ausilio del personale del locale nucleo traduzioni e piantonamento cittadino – in conformità e nel rispetto del regolamento ed utilizzo personale stesso di tale nucleo. Per la Fns Cisl Lazio non bastano le 9 unità che il PRAP Lazio, Abruzzo e Molise ha previsto per tale sede sono poichè rappresentano solo granelli di sabbia in un oceano. Per la Fns Cisl Lazio – ha concluso – tale previsione è un danno in quanto servono interventi urgenti per le carceri e non solo palliativi perchè cosi facendo a rischiare sono solo il personale di Polizia Penitenziaria e i dirigenti e i funzionari del Corpo».


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