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Armi alla Polizia locale, il Pd: «Anteposte logiche di appartenenza partitica agli interessi veri dei cittadini»

Armi alla Polizia locale, il Pd: «Anteposte logiche di appartenenza partitica agli interessi veri dei cittadini»

CIVITAVECCHIA – «Un regalo di Natale, festa di pace e di serenità, con il botto. Mai espressione risulta più adatta per commentare l’approvazione da parte della maggioranza della delibera che consentirà di dotare la polizia locale di armi da ...

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CIVITAVECCHIA – «Un regalo di Natale, festa di pace e di serenità, con il botto. Mai espressione risulta più adatta per commentare l’approvazione da parte della maggioranza della delibera che consentirà di dotare la polizia locale di armi da fuoco e non solo. Presto vedremo, infatti, i vigili urbani girare come novelli Rambo armati di pistola calibro 9×21, spray irritante, mazzetta distanziatrice e di segnalazione, pronti ad indossare un giubbotto anti proiettile, kit anti taglio, una fratina e vari ammennicoli rifrangenti. Per non farsi mancare nulla ci saranno a disposizione anche 4 fucili per non ben precisate operazioni campagnole e sciabole di acciaio di Solingen con elsa dorata e relativo costoso fodero. Dal momento che al peggio non c’è mai fine, è stato anche approvato l’uso della pistola “elettrica” in associazione all’arma da fuoco, decisione, a dir poco, demenziale». Non usa mezzi termini il gruppo consigliare del Pd, alla luce dell’approvazione del regolamento sull’armamento degli agenti di Polizia locale.

«Tutto questo comporterà un costo presuntivo di decine di migliaia di euro tenuto anche conto della necessità di acquistare casseforti per conservare le armi, di costruire locali blindati dove tenere le casseforti ,di effettuare corsi di formazione ed esercitazioni nei poligoni – hanno ricordato – senza dimenticare, naturalmente, la dovuta integrazione stipendiale degli operatori della polizia locale. Mentre Civitavecchia soffre per ben altri motivi che l’esigenza di una sicurezza sino ad oggi perfettamente garantita dalle forze dell’ordine presenti in città, si preferisce comprare armi invece che cibo per chi ne ha bisogno. Chi ha votato quella delibera ha anteposto le logiche di appartenenza partitica agli interessi veri dei cittadini che sarebbe stato loro dovere tutelare, ha scelto di far tacere la sua coscienza votando ciò che non condivideva e rinunciando così a quel bene prezioso che è la libertà».

Una scelta ancor più incomprensibile, secondo il Pd, non trattandosi di una problematica, quale è il bilancio, che comporterebbe pericoli di caduta dell’amministrazione «a meno che gli equilibri di questa amministrazione siano così precari da dover accontentare i desiderata di ogni singolo consigliere anche quando questi non coincidono con gli interessi della città. Quindi, come detto da un consigliere, si è trattato di una “cambiale politica” che ha messo in evidente imbarazzo alcuni consiglieri della maggioranza costretti, tutti tranne due – hanno aggiunto – da una forzatura del proponente la delibera a votarla. Così mentre avremo feste senza botti, come previsto nell’ordinanza del sindaco, presto avremo una polizia locale con i botti e non ci convince quanto dallo stesso sindaco detto in merito al fatto che i vigili avranno la pistola solo quando svolgeranno compiti di polizia giudiziaria che, di certo, non sono i compiti prevalenti della polizia locale. Se poi, per il consigliere Alessandro D’Amico le ingenti spese previste per armare la polizia locale sono un investimento ed un importante obiettivo raggiunto, si comprende l’assoluta inconcludenza di questa amministrazione – hanno concluso – che non è riuscita a realizzare progetti per attirare investimenti veri capaci di portare sviluppo, occupazione e vera ricchezza nella nostra città».


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