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«Il Natale chiede a ciascuno un cambio di mentalità: dal possesso al dono»

«Il Natale chiede a ciascuno un cambio di mentalità: dal possesso al dono»

«Carissimi Fratelli e Sorelle, al termine del cammino di Avvento, tempo di grazia e misericordia, apriamo il cuore alla bellezza del Natale di Gesù: Evento che rivela la semplicità del Bambino totalmente affidato alle cure della Madre. ...

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«Carissimi Fratelli e Sorelle, al termine del cammino di Avvento, tempo di grazia e misericordia, apriamo il cuore alla bellezza del Natale di Gesù: Evento che rivela la semplicità del Bambino totalmente affidato alle cure della Madre. Contempliamo in questa ordinaria scena di vita il valore essenziale della fiducia e dell’affidarsi, di scoprirsi bisognosi dell’Altro. Fiducia e affidamento sono condizione per trovare sostegno nella fatica del quotidiano. Da soli non si può affrontare la vita, forse, in qualche modo, si riesce a sopravvivere. Nella fiducia e nell’affidamento possiamo “riscoprire” il Natale di Gesù come reale esperienza umana e spirituale: dimensione essenziale in cui matura il valore autentico della nostra umanità tra le molteplici vicende che oscurano il cuore. Contempliamo questa Nascita con fede semplice, non separata dalla vita; una fede che, nella Grazia, alimenta il cammino e aiuta ad affrontare le difficoltà e le prove; una fede che fa chiarezza nei sentimenti e genera vera gioia: le cose riempiono la casa; le relazioni, gli affetti, i vincoli tra le persone, riempiono il cuore e donano vita. «Felice è la Notte in cui l’uomo compare chiaro a sé stesso, perché riscopre l’autenticità del proprio cuore» (Goethe). Nel fondo di ogni cuore abita il desiderio della relazione, della comunione: condizioni, queste, che dispongono alla vera gioia di vivere.

In questa esperienza umana e spirituale, lasciamoci attrarre dalla relazione fiduciosa con Dio, nel dialogo intimo e profondo con Lui, e, dal Bambino-che-nasce per noi, impariamo a riscoprire la semplicità delle buone relazioni nel quotidiano. Il Santo Natale non vive nelle emozioni consumistiche e alienanti che rendono ancor più indifferenti a tutti e a tutto; il Natale è nostalgia di semplice umanità. È necessaria la semplicità di una fede autentica per celebrare il Natale di Gesù, il Cristo, con rinnovato entusiasmo, grati a Dio per il dono della presenza di quanti ci accompagnano nella vita. Abbiamo bisogno di imparare nuovamente a stare bene insieme, di ricostruire la trama delle relazioni sfilacciate o addirittura lacerate in piccoli o grandi egoismi. Tutti abbiamo bisogno di trovare parole di conforto e di consolazione tra i molti problemi che affliggono; di trovare persone che hanno la forza di diradare, con la benevolenza e l’amicizia, le ombre di amare solitudini. Il Natale chiede a ciascuno l’impegno di un amore che dilata il cuore, capace di accogliere l’altro, e scoprire la bellezza feconda dell’amore che sa sacrificarsi per l’altro; esige un cambio di mentalità: dal possesso al dono! Cari fratelli e Sorelle, in questa luce del Santo Natale ritroviamo la giusta attenzione verso chi ci sta vicino, che accompagna il nostro cammino; verso coloro che condividono la nostra vita in ogni contesto e condizione. Questa giusta attenzione alimenta la volontà di rendersi disponibili alla relazione, con sacrifici personali, per saper superare gli strappi dell’Io che toglie solidità ai vincoli di vita familiari, ecclesiali e sociali! Se il Natale, come consuetudine, è visto come occasione di doni, quali segni di attenzione e di affetto, ancor più deve esserlo per concentrare lo sguardo sulle persone e sulle relazioni. Se un piccolo dono è motivo di gioia per chi lo fa e per chi lo riceve, dovremmo essere ancora più felici di donare migliori condizioni di vita alle persone attraverso i doni della disponibilità e della condivisione, dell’attenzione e della cura; dell’amorevole pazienza e della carità. Sono questi i doni che cambiano realmente la vita; sono il segno distintivo della Speranza che nasce in noi nel Natale che celebriamo.

Carissimi Fratelli e Sorelle, con la qualità di questi doni, offerti e ricevuti, si costruisce la Casa della comune speranza di una vita, a misura d’uomo secondo il dono di Dio.

Di questa Casa ognuno è pietra necessaria per edificarla e compattarla. Sia questa, per tutti, la Nascita del Dio-Amore nella nostra umanità: una rinascita del desiderio a voler stare bene tra noi. Nella Sua umanità si rivela la comunione, la fraternità, come essenza della stessa vita. Il Verbo umanato, per donare pienezza di vita, traccia la strada: la vera gioia è nel dare, più che nel ricevere! Se camminiamo su questa strada avremo la sorpresa di ricevere più di quanto abbiamo dato. È appunto questo il mio personale augurio a tutti voi: ritrovare la semplicità e la gioia di stare insieme. In questo auspicio, con grande e paterno affetto, prego il Signore Gesù che vi sostenga nella vita, e chiedo questo speciale dono: divenire tutti, con sincero impegno, pietre-di-fraternità. Questo è il tesoro del Natale di Gesù Cristo, nostra unica Speranza».

Il vescovo Orazio Francesco Piazza


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