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Gli studenti di Tolfa riscoprono la festa dell’albero

Gli studenti di Tolfa riscoprono la festa dell’albero

Il Comune ha organizzato una passeggiata per ricordare il legame tra la popolazione e la natura

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TOLFA – “Noi e gli alberi”: questo il titolo della Festa dell’albero a Tolfa. La Festa dell’Albero è una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale e rappresenta la celebrazione che dimostra come il culto e il rispetto dell’albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed economico di un paese. Per questa ricorrenza il Comune di Tolfa con il suo delegato Emiliano Bartoli hanno organizzato una passeggiata al Cerro Bello con i ragazzi della scuola Secondaria di primo grado di Tolfa per riscoprire il profondo legame tra la popolazione e la natura. La passeggiata si è svolta lo scorso venerdì 15 dicembre con la conduzione di Barbara Loffari e Giorgio Conti, psicoterapeuti e guide di “Forest Therapy” dell’Associazione “La Casa nel Bosco Ets” che ha sede proprio a Tolfa. “Le recenti ricerche scientifiche evidenziano in maniera sempre più chiara che le attività in natura hanno effetti psicologici (diminuzione di ansia, stress, sintomi depressivi), sociali (miglioramento nelle interazioni, diminuzione dell’isolamento), fisiologici (dimagrimento, miglioramento della salute cardiovascolare e metabolica, potenziamento del sistema immuntario) – spiegano i dottori Loffari e Conti – la Forest Therapy in particolare per la promozione della salute e più in generale le attività di Outdoor Education per i ragazzi, possono essere impiegate per promuovere uno stile di vita sano e sono fondamentali per favorire nei giovani lo sviluppo di concetti quali la biofilia, ovvero l’amore e il rispetto per tutto ciò che è vivente (piante, animali, esseri umani, ecc…). Questo concetto è importante affinché nella crescita dei bambini e dei ragazzi venga contemplato il rispetto dell’ambiente che abitiamo, in modo da apprendere il rapporto di mutuo scambio che avviene tra uomo e natura. E’ dalla comprensione di tale rapporto che è possibile poi sviluppare delle relazioni più cooperative e solidali con i pari, empatiche con il diverso da sé, e in generale armoniose e vitali”. Il delegato comunale Emiliano Bartoli spiega: “Per l’occasione si è scelta la passeggiata verso il Cerro Bello, un esemplare di quercia secolare che è molto significativo per questo territorio. I ragazzi, una volta arrivati col pulmino al punto di incontro presso i resti del Tempio Etrusco di Grasceta dei Cavallari, si sono prima ritrovati in un grande cerchio dove si è chiesto loro di presentarsi con il propio nome e quello di un albero a loro noto, per andare così a costituire idealmente una foresta”. I dottori Loffari e Conti hanno poi specificato: “Ci siamo poi divisi in tre gruppi, in modo da gestire meglio le attività al loro interno. Dopo l’introduzione delle attività in cerchio e la presentazione delle guide, ci siamo incamminati per sperimentare esercizi di Mindfulness, di Yoga e attività sensoriali di connessione con la natura, per sentire il movimento del nostro corpo e diventarne più consapevoli, ascoltare il silenzio ed i suoni del bosco; abbiamo sperimentato la camminata consapevole e meditativa in varie versioni, per suggerire un’attività sia corporea sia di rilassamento mentale. Arrivati a destinazione alcuni spunti teorici e didattici sulla vita degli alberi sono stati illustrati da Emiliano Bartoli, esperto arboricoltore; ad esempio sono state presentate alcune curiosità su cosa mangiano e come comunicano tra di loro. Infine, immedesimandoci in un albero, con i nostri piedi-radici abbiamo provato la dimensione della solidità, della resilienza e del radicamento; con esercizi derivati dall’antica disciplina cinese Qi Gong abbiamo mobilitato il nostro tronco e ampliato la respirazione; con le nostre braccia-rami abbiamo sperimentato infine l’apertura e la flessibilità di questi esseri. Portando l’attenzione al nostro respiro è stata poi proposta una breve visualizzazione e meditazione guidata. Prima del ritorno al a scuola ci siamo salutati in cerchio per una breve condivisione finale dell’esperienza vissuta nella mattinata e abbiamo augurato ai ragazzi, utilizzando la metafora del seme-ghianda e della quercia, di realizzare tutti i loro sogni e le loro aspirazioni”.

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