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«Violenza di genere: un caso ogni due giorni»

«Violenza di genere: un caso ogni due giorni»

Il comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo, Massimo Friano, traccia un bilancio di un anno d’attività: «Aumentano i furti e diminuiscono le truffe. Sequestrati 3 quintali di droga»

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Più 7.000 delitti denunciati e perseguiti nel 2023, con più 2100 persone denunciate e 280 arrestate, in aumento rispetto all’anno scorso. Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Massimo Friano, ha tirato le somme dell’attività dell’Arma nella Tuscia.

Scendendo nel dettaglio dei reati, il comandante provinciale ha rimarcato l’aumento dei furti , passati da 2.283 a 2.359, e delle rapine che nel 2023 sono state 37, nessuna ai danni di istituti di credito. Tra queste la rapina a Vignanello ai danni dell’imprenditore Amedeo Orsolini. «L’impegno al fine di prevenire e contrastare nel più breve tempo possibile il verificarsi di simili reati che destano grave allarme sociale è incessante», ha sottolineato il colonnello Friano che ha ricordato le tre rapine che sono state brillantemente scoperte in poche ore, assicurando i responsabili alla giustizia: a San Faustino nei confronti di due donne, a Vitorchiano contro due turisti e al bar Grandori.

Sul fronte della lotta alla droga, quest’anno l’Arma ha sequestrato oltre 3 quintali di stupefacente di vario tipo, cui vanno ad aggiungersi le più di 2.200 piante di canapa indiana scoperte in un capannone industriale a Civita Castellana. Sempre a Civita Castellana è stato fermato un corriere di droga con 46 kg di hashish e 300 grammi di cocaina mentre a Montalto di Castro sono stati arrestati due trafficanti di kief (polvere di marijuana). A Viterbo, solo negli ultimi 3 mesi, gli arresti per droga sono stati più di 25. Friano ha ricordato anche l’attività posta in essere dalle Compagnie di Tuscania e Montefiascone per stroncare il fenomeno iniziato di recente dello spaccio di droga nei boschi della parte Nord della provincia da parte di pericolosi spacciatori nordafricani.

«Sulla Tuscia – ha detto – c’è l’attenzione della criminalità organizzata non solo sul traffico di stupefacenti ma anche tentativi di produzione. Inoltre, il 2023 è stato l’anno di un nuovo fenomeno: quello dello spaccio nei boschi, quindi in aree difficilmente controllabili, con veri e propri accampamenti».

Resta alta l’attenzione anche sulla violenza di genere. «Un caso ogni due giorni – ha detto il colonnello – Su questo tema è fondamentale la collaborazione anche con enti del terzo settore per creare una rete utile per le persone in difficoltà». Le denunce sono state 164, cui vanno aggiunte 14 persone tratte in arresto, oltre all’emissione di altre 33 misure cautelari di vario tipo; più nello specifico 71 sono stati i casi di maltrattamenti in famiglia, 40 atti persecutori, 19 reati a sfondo sessuale, 5 casi di “revenge porn”, in altri casi si è proceduto per lesioni o percosse.

In controtendenza truffe e frodi informatiche: rispetto ai continui incrementi registrati negli anni precedenti, quest’anno si è registrata un’inversione di tendenza: i casi sono stati 1168 contro i 1238 del 2022. «E’ sicuramente il risultato – ha detto il colonnello – di tanti sforzi che sono stati messi in atto soprattutto per quanto attiene l’odiosa piaga delle truffe verso persone anziane, nel sensibilizzare la popolazione attraverso periodici incontri nelle assemblee cittadine, nelle parrocchie, nei centri anziani».

Tra indagini più importanti, il comandante provinciale ha ricordato quelle per l’omicidio Bramucci, che hanno portato a settembre all’arresto della moglie ,Elisabetta Bacchio, dopo che l’anno scorso erano già stati arrestati due membri del gruppo di fuoco e la cognata di Bramucci, Sabrina Bacchio.

Il colonnello Friano ha parlato anche dell’attività dei reparti speciali: dai forestali con i controlli sul fiume Marta, ai militari del Nucleo ispettorato del lavoro che hanno condotto le indagini sul bracciante agricolo morto a Tarquinia.

«E’ stato un anno che ci ha visti impegnati sotto molteplici fronti – ha detto Friano – per garantire un’adeguata cornice di sicurezza. L’essere così capillarmente presenti su tutto il territorio ci porta necessariamente a svolgere la maggior parte della mole di lavoro di cui debbono farsi carico le forze di polizia. Ciò per noi è ovvio motivo di orgoglio e al tempo stesso un monito ad improntare alla massima professionalità il nostro operato quotidiano».


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