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«Amministrazione immobile e gravi fatti su di me e la mia famiglia»

«Amministrazione immobile e gravi fatti su di me e la mia famiglia»

Le motivazioni che hanno spinto il consigliere comunale di Viterbo, Marco Bruzziches, a lasciare la maggioranza

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«Lascio il gruppo unico consiliare Viterbo 2020 e comunico di voler ricostituire il gruppo Viterbo Cambia, nel quale sono risultato il primo degli eletti».

Il consigliere Marco Bruzziches lancia la “bomba” nell’aula riunita per l’appuntamento con il documento più importante dell’amministrazione: l’approvazione del bilancio di previsione 2024-2026.

Si sfalda la granitica muraglia che ha sostenuto in maniera compatta per un anno e mezzo il governo Frontini. Negli ultimi tempi circolavano indiscrezioni sui segnali di insofferenza che giungevano da alcuni esponenti di maggioranza.

Tanto tuonò che piovve.

Ad aprire una falla importante il consigliere Bruzziches che ha rimesso nelle mani della sindaca sia la delega al Patrimonio che le dimissioni da presidente della seconda commissione.

Rilevanti le motivazioni alla base della sua decisione, tra cui annovera l’atteggiamento di sindaca e giunta.

«Fin dall’inizio del mandato ho cercato in ogni modo di contribuire alla valorizzazione del nostro vasto e ricco patrimonio immobiliare attraverso un’azione di ricerca e studio presso l’ufficio del patrimonio con l’obiettivo di “stimolare” una quanto mai importante e attesa azione di recupero della buona amministrazione della cosa pubblica. Ad ogni mio interessamento non ha fatto seguito, così come mi sarei atteso, alcuna attività amministrativa consequenziale» ha affermato.

«Questo “immobilismo” ha creato in me un crescente senso di inconcludenza che ho provveduto a comunicare più volte sia al mio assessore di riferimento che alla Sindaca. Ogni volta – ha rimarcato – mi veniva risposto che non era una priorità ed al momento aveva la precedenza su tutto il Pnrr».

All’insoddisfazione legata alla gestione della sua delega si sono poi aggiunti «fatti gravi subiti da me e dalla mia famiglia che ad oggi mi fanno sorgere dubbi circa la prosecuzione della mia azione a fianco della maggioranza» ha denunciato Bruzziches.

Un addio alla maggioranza a cui il consigliere è giunto dopo tre mesi di attente e sofferte riflessioni condivise con i suoi familiari perché «tre mesi fa siamo stati oggetto di comportamenti a dir poco inopportuni che purtroppo hanno causato e ancora causano sofferenze, preoccupazioni e senso di angoscia in me e nella mia famiglia».

Fatti che sono stati denunciati e sono ora oggetto di indagini.

Ha quindi reso noto di aver chiesto a Letizia Chiatti, la prima ad aver mostrato mesi fa segni di dissenso nei confronti dell’operato della giunta Frontini dimettendosi da presidente del consiglio, di entrare nel ricostituito gruppo di Viterbo Cambia.

E cambia anche lo scranno da cui d’ora in avanti Bruzziches proseguirà l’attività di consigliere. Terminato l’intervento, infatti si è diretto ai banchi dell’opposizione sedendosi vicino a Luisa Ciambella.

Un brutto colpo all’immagine di inespugnabilità offerta finora dalla roccaforte civica targata Frontini. Che si traduce in termini numerici in meno due consiglieri di maggioranza, qualora come sembra altamente probabile la Chiatti seguirà Bruzziches, e in due in più per la minoranza.

«L’amministrazione ha dato tutto quello che poteva, non è mai mancato l’ascolto – ha replicato la sindaca Chiara Frontini esprimendo poi solidarietà a Bruzziches e assicurando che l’esecutivo «svolgerà tutti gli approfondimenti del caso sulle tue dichiarazioni in merito ai fatti che hanno coinvolto anche la tua famiglia».

Poi facendo riferimento all’ultima riunione di maggioranza, sempre rivolgendosi a Bruzziches la prima cittadina ha ricordato che «sono stati rappresentati i passi avanti registrati anche nella tua battaglia contro la morosità. E vederti seduto con chi questa legalità non sempre l’ha garantita…».

Frase che ha scatenato l’ira immediata delle opposizioni che hanno preteso le scuse dalla sindaca. Non avendole ottenute hanno abbandonato l’aula. Il Pd, dopo aver traccheggiato indeciso sul da farsi, ha poi raggiunto il resto della minoranza.


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