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«Vino, stagione difficile e complessa»

«Vino, stagione difficile e complessa»

«Posso ritenermi soddisfatto, con una perdita media di “soli” 10 quintali di uva»

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ALLUMIERE – La fine dell’anno è ormai prossima e in collina è tempo di bilanci per quanto riguarda la stagione dell’olio e del vino che, purtroppo, non è stata buona a causa del tempo non benevolo e di alcune malattie delle piante. Per quanto riguarda la vitivinicoltura da Allumiere il giovane Matteo Mocci (classe ’93) dell’azienda agricola “Stracciabrache” traccia il bilancio della cattiva stagione in collina e in Italia. «La mia azienda si trova tra Allumiere e Tarquinia, precisamente nella zona della Farnesiana situata nella valle del Mignone. I terreni (circa 12 ettari) appartenuti a mio nonno in passato, sono al momento composti da circa 2 ettari di vigneto attivi e altri 2/3 ettari che verranno reimpiantati nei prossimi anni, più il restante in seminativo e olivi. Questa stagione per la viticoltura è stata molto difficile e complicata, nella nostra zona come in tutta Italia. Le problematiche più importanti che abbiamo incontrato quest’estate sono state la peronospera (una malattia delle piante, ndr) e la cenere, dovute principalmente alle abbondanti piogge di maggio e giugno e al forte caldo dei mesi successivi. Purtroppo la viticoltura come tutte le attività agricole sono completamente soggette alle andature climatiche e questi problemi si accentuano per le piccole attività che devono affrontare queste difficoltà con meno mezzi rispetto alle grandi aziende. Nei dati nazionali di vendemmia quest’anno si sono ridotte drasticamente le quantità di uva raccolte, sia a bacca bianca che rossa e indipendentemente dalla zona di produzione. Personalmente posso ritenermi abbastanza soddisfatto, avendo avuto in media una perdita di “soltanto” 10 quintali di uva. La mia produzione di vino si basa soprattutto sulla qualità. Avendo una produzione ancora contenuta (circa 7mila bottiglie all’anno) ho scelto di commercializzare soltanto vino imbottigliato preferendolo alla vendita del vino sfuso. Le etichette che produco al momento sono tre: Tre falchi che è 100% Chardonnay; Rinascita che è 100% Trebbiano composto da Odorem, Sangiovese e Merlot». Matteo Mocci ha iniziato la sua attività coltivando la canapa e da 5 anni ha rilevato i terreni e i vigneti del nonno creando la sua azienda agricola. È un ragazzo che ama molto la campagna ed fortemente motivato a seguire la strada tracciata dal nonno e ad ampliarla mettendici passione, dedizione e competenza. Si tratta di un ragazzo con molti valori e che lavora sodo e guarda al futuro coniugando tradizione e innovazione. «Sono tanti i progetti in cantiere, soprattutto la realizzazione di nuovi vigneti e la ristrutturazione del casale, che mi permetterà di aprire l’azienda a visite guidate, tour con degustazioni e tante altre attività».

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