Pubblicato il

Tempo di bilanci per il Progetto Faleri

Tempo di bilanci per il Progetto Faleri

CIVITA CASTELLANA - Fine d’anno, tempo di bilanci. Non si sottrae a questa regola neppure il Progetto Falerii (https://www.instagram.com/faleriiproject/), che si pone lo scopo di indagare e comprendere in modo onnicomprensivo la città preromana. ...

Condividi

CIVITA CASTELLANA – Fine d’anno, tempo di bilanci. Non si sottrae a questa regola neppure il Progetto Falerii ( https://www.instagram.com/faleriiproject/ ), che si pone lo scopo di indagare e comprendere in modo onnicomprensivo la città preromana. Si tratta di un progetto nato ormai in questa sua forma da un triennio e che vede impegnati in una forte sinergia il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma, la Sabap per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, la Direzione Regionale Musei Lazio e il Comune di Civita Castellana. Il bilancio che si intende fare però non è quello scientifico: per quello altre sono le sedi e i tempi. La domanda che ci si è posti è: quanto può incidere un progetto di ricerca di ambito archeologico su un territorio? Si tratta di un quesito lecito, specie in un periodo in cui gli Atenei e gli Enti di Ricerca in Italia si interrogano in modo sempre più intenso e ad ampio raggio disciplinare sul concetto di Terza Missione e di impatto che le attività di ricerca hanno/possono avere sulla società. La risposta non è chiaramente univoca, perché molto dipende dal tipo di ricerca, ma soprattutto dal modo in cui essa è stata concepita. In altri termini, più si è pensato sin dall’origine a coniugare ricerca, didattica, disseminazione e comunicazione in ogni singolo passaggio e più è probabile che gli esiti su un territorio vi siano e siano anche misurabili. Il Progetto Falerii ha alle sue stesse radici l’idea di leggere e narrare la città antica in modo condiviso con la comunità locale in tutte le sue articolazioni. Mirando a un’azione incisiva nel tempo, il progetto ha da subito coinvolto le scuole del territorio, con particolare riguardo al Midossi, attraverso azioni di PCTO, che hanno portato alla co-progettazione e co-realizzazione di percorsi espositivi presso il Museo Archeologico dell’Agro Falisco e a percorsi dedicati ai bambini delle Scuole Primarie del Comune. A lato di queste iniziative di didattica condivisa, i membri dell’équipe del Progetto Falerii in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Lazio hanno realizzato nuovi percorsi espositivi, fruibili sia all’interno del Museo sia sulla piattaforma IziTravel ( https://izi.travel/it/browse/24401a50-da6c-44c9-acf8-7ffb9dd2cd29?passcode=ptybxh ) e, sempre con gli studenti e i docenti degli hanno messo mano alla progettazione di percorsi di visita di aree archeologiche di grande rilevanza, quali quella di Celle e quella di Vignale, dove dal giugno del 2022 sono anche riprese le indagini di scavo archeologico. I numeri non costituiscono però un dato che indica in assoluto l’incisività effettiva di un progetto. Sarebbe un’equivalenza troppo semplice. Sicuramente però possono essere considerati indicatori di interesse (crescente, decrescente, stabile…) nei confronti di un’iniziativa. È per questa ragione che è utile riflettere sui numeri del Progetto Falerii: le due mostre, come detto realizzate in strettissima collaborazione con il pubblico della scuola, hanno avuto complessivamente ad oggi (perché una è ancora in corso) oltre 9000 visitatori. Si tratta di una numero non indifferente di persone che hanno dimostrato interesse nei confronti di tematiche apparentemente molto specifiche: la storia delle ricerche su uno dei due colli su cui la città antica sorgeva (Vignale 1894-2022, Case degli uomini e dimore degli dei a Falerii Veteres, https://www.midossi.edu.it/vignale/index.html ) e una delle principali aree sacre di quella città (La dea Guerriera di Falerii, Il tempio di Celle dall’Archivio al Fumetto, https://www.midossi.edu.it/tempiocelle/index.html ). Al di là dei numeri incoraggianti, è il caso di chiedersi quanto essi siano anche frutto del coinvolgimento diretto dei ragazzi delle scuole nella fase di progettazione: oltre 140 ragazzi sono stati infatti attori principali della loro progettazione e realizzazione. Scuole, per ora del Comune di Civita Castellana, che d’altro canto hanno pienamente risposto anche agli inviti che gli archeologici dell’équipe hanno rivolto: oltre 500 sono stati infatti i bambini delle classi III-IV-V delle Scuole Primarie che nel corso dei due anni scolastici 2022-23 e 2023-24 hanno preso parte alle attività didattiche e di sperimentazione presso il Museo Archeologico dell’Agro Falisco. E anche il pubblico più adulto ha ben risposto alle proposte del Progetto: oltre 400 sono le persone che hanno partecipato alle attività di disseminazione connesse direttamente allo scavo in corso e ai percorsi di visita sul territorio proposti nell’ultimo biennio. Tirando le somme, sono ben oltre 10mila le persone che in un biennio hanno partecipato e/o fruito a vario titolo delle azioni di un progetto di ricerca archeologica, che sta avendo un indubbio impatto sulla comunità scientifica nazionale e internazionale, come dimostrano i molti inviti in sedi universitarie internazionali (Oxford, New York, Mainz, per citare solamente i più recenti), ma al contempo con forte vocazione territoriale. L’impatto vero e duraturo da più punti di vista di questo tipo di azione sul territorio è chiaramente nel futuro, ma già da ora si può dire che il Progetto ha forse contribuito a risvegliare nella comunità locale se non altro la curiosità nei confronti di un passato remoto. Si tratta quindi, per riprendere quanto si diceva all’inizio, di un bilancio positivo, che sprona a continuare sulla via intrapresa e a guardare al futuro prossimo con un certo entusiasmo. Già da gennaio riprenderanno le attività di PCTO con le Scuole del Territorio: saranno coinvolti il Midossi nelle sue articolazioni di Liceo Artistico (di Civita Castellana e di Vignanello), di Istituto Tecnico Informatico e di Istituto Tecnico Agrario e il Meucci di Ronciglione nelle sue articolazioni di Liceo Linguistico (Nepi) e di Liceo Scientifico (Ronciglione). Con i docenti e i ragazzi si progetteranno quest’anno i nuovi percorsi di visita sul territorio e si seguirà un interessante percorso di coltivazione sperimentale di orzo ai fini di indagini non invasive (multispettrali e termiche) da drone. Gli esiti di questa prima fase saranno poi messi a disposizione della Comunità e delle Scuole del territorio dalla tarda primavera in eventi organizzati ad hoc e si intrecceranno ancora una volta con le riprese delle operazioni di scavo a Vignale. Insomma, la fine d’anno occasione sì di un bilancio, ma forse anche di una rinnovata pianificazione di ciò che sarà il Progetto Falerii sul territorio nel 2024.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


Condividi

ULTIME NEWS