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«Un uomo solo al comando»

«Un uomo solo al comando»

Piovono critiche alla maggioranza: Alberto Blasi (Azione) attacca Tosoni; il Pd chiede le dimissioni

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TARQUINIA – Università Agraria Tarquinia, piovono critiche dopo la mancata approvazione del bilancio in consiglio.

LE CRITICHE DI BLASI L’ultimo a prendere la parola in ordine di tempo è il coordinatore di Azione Tarquinia, Alberto Blasi ex presidente dell’ente di via Garibaldi che parla di «un uomo solo al comando» e di una maggioranza inesistente. «Tosoni non ha percepito la gravità della situazione e non si dimette», dice Blasi. Prima ancora di quelle del presidente Tosoni – sottolinea Blasi – bisognerebbe chiedere le dimissioni di tutti i consiglieri di maggioranza che hanno disertato il consiglio dell’Università Agraria per l’approvazione del bilancio, poi subito dopo appunto quelle di Tosoni. Sicuramente era prevedibile già in campagna elettorale tutto ciò che sta accadendo oggi, anzi ancora prima, nel consumarsi del balletto che ha portato alla candidatura di Tosoni come presidente, la condivisione nel centrodestra non sembrava certo compattarsi su Tosoni, infatti, ricordiamo che tra un veto e l’altro è sbucata anche una paventata candidatura del tutto autonoma da parte di Fdi. Il buon Tosoni si era compiaciuto di aver “ Ricucito” ma, tapino, non immaginava cosa gli sarebbe aspettato nel prosieguo e di quanto ago e filo avrebbe avuto bisogno. Abbiamo passato un anno tra annunci trionfalistici e autocompiacimenti che potevano apparire, o volevano, come la dimostrazione di un gruppo coeso e interessato “soltanto al bene dell’ente”. “Il bene dell’ente e di Tarquinia” una life motive della quale la maggioranza ha abusato anche per temi d’interesse minore e di mera finalità propagandistica, della serie basta andare sui giornali, ma amministrare l’ente è altra cosa, ci sono precisi appuntamenti nei quali ciò si dimostra. Abbiamo assistito a sedute di consiglio disertate dalla stessa maggioranza, in programma c’era però l’approvazione del bilancio cioè l’atto più importante dal punto amministrativo, certamente l’atto con il quale si costata la coesione del gruppo di maggioranza ma anche, triste doverlo dire, la serietà individuale di chi si candida ad amministrare la cosa pubblica. E’ grave giocare con l’approvazione del bilancio dell’ente, è grave difendere il documento di bilancio e non presentarsi per votarlo, in definitiva stiamo assistendo a un utilizzo vergognoso dell’Ente Università Agraria, in gioco, la regolazione di conti politici grazie alla dignità scarsa o assente di alcuni, non resta che questo da pensare». «Ci viene da fare veramente un’ultima riflessione – aggiunge Blasi – e questa è importante farla bene, chiederci com’è possibile che alcune persone possano essere così inaffidabili e, pericolosamente, inadatte a ricoprire certi ruoli per i quali hanno avuto la fiducia dei cittadini. Magari la stessa fiducia si vorrà chiederla ancora alle prossime elezioni comunali, con la speranza che il cittadino, ancora una volta abbindolato da chiacchiere e magari un pizzico di “prima i Tarquiniesi” che non guasta mai, li voti distrattamente. Certo sarà difficile giocare sulla distrazione perché il cittadino lo freghi una volta……e come dicono a Tarquinia, daie e daie poi ci senti».

LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DA PARTE DEL PD Parla di «smarrimento imbarazzante della maggioranza» il Partito democratico di Tarquinia che auspica le dimissioni degli amministratori dell’ente di via Garibaldi. «Tutto tace, nonostante sia trascorsa ormai più di una settimana dal mancato voto del bilancio previsionale 2024, con la maggioranza che aveva disertato in massa prima e seconda convocazione – rsordiscono dal Pd – Un segnale che quella stessa “maggioranza” non è più tale». «Già il precedente bilancio di esercizio – spiegano i democrat – veniva approvato a luglio ricorrendo ad artifici tecnologici che potremmo definire quantomeno “particolari” non essendo neppure in quella occasione presenti in numero sufficiente per l’approvazione.Poi post esaltante su presunti risultati di ges tione, ma poi il bilancio non viene approvato: forse qualcuno ha iniziato a riflettere sulla responsabilità individuale che il bilancio dell’ente porta in dote a ciascuno degli amministratori? Forse comincia a diventare evidente che in questo momentaneo vuoto, anche normativo, gestire il bilancio dell’Università Agraria come quello del circolo bocciofilo non è propriamente corretto? Macché, purtroppo siamo invece convinti che dietro a queste “assenze” non ci sia la presa d’atto di tutto ciò, quanto piuttosto qualche “conto interno”, prettamente politico, da regolare: il futuro dell’ente può attendere». «Che sarà mai – ironizzano dal Pd – bilancio in più, bilancio in meno…E dire che il vicepresidente dell’ente, che fa capo alla lista espressa da Fratelli d’Italia e vicina all’amministrazione comunale, dopo l’imbarazzante commissione bilancio era corso trionfalmente ad arrampicarsi sugli specchi dichiarando che “la maggioranza non è andata sotto sul bilancio in commissione”, perché “mancavano altri gruppi” ed aggiungeva anche, con tono di sfida che “ora il documento andrà al voto finale in consiglio”. Insomma, i numeri non ce li avevamo, però facciamo finta di sì, “e comunque vedremo in consiglio”. Grazie, abbiamo visto abbastanza. Ora quindi ci potrebbe spiegare, il signor assessore e vicepresidente Sacripanti, perché in consiglio suldocumento che voi avete redatto, che voi avete difeso, che voi avete presentato, non vi siete presentati ? Non dovevate stare lì a difendervi da chi, come affermate voi, screditava il grande lavoro che avevate fatto? Eppure non avete avuto il coraggio nemmeno di presentarvi, mandando deserte due sedute consecutive. Delle due l’una: o quel bilancio voi non lo volevate votare, e quindi ammettete le nostre ragioni, oltre al fatto di aver fatto solo ed esclusivamente propaganda nei giorni successivi, oppure la vostra fuga è dovuta a motivi esclusivamente politici (quelle stesse ragioni che rinnegavate in campagna elettorale ogni giorno, prendendo in giro voi stessi e i cittadini)». «Dato il fervore con cui avete difeso proprio voi in commissione il documento, diciamo che abbiamo più di un’idea su quale delle due opzioni sia quella reale – aggiungono i dem – Il problema è che queste cose le fate sulle spalle dell’ente e non vi vergognate nemmeno. Per parte nostra, abbiamo sempre dimostrato disponibilità al dialogo, abbiamo espresso le nostre posizioni e abbiamo condiviso e votato modifiche regolamentari quando rivolte a migliorare e qualificare la gestione dell’ente, abbiamo votato contro il bilancio in commissione e lo stesso avremmo fatto in consiglio, se ci fosse stato. Siamo molto chiari: per noi non ci sono alternative, governi di scopo o formule di sostegno creativo per una amministrazione che è giunta al capolinea». «Non esiste più una maggioranza, non è mai esistito un progetto di governo dell’ente – concludono dal Pd – tantomeno questa amministrazione ha dimostrato di avere contezza di cosa stia facendo. L’unica soluzione onorevole, in un contesto normale, sarebbero le dimissioni immediate. Ma qui, di normale, c’è rimasto ben poco».

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