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Avis Aureliana: cresce la raccolta di sangue

Avis Aureliana: cresce la raccolta di sangue

CIVITAVECCHIA – Cresce la raccolta di sangue sul territorio. Lo conferma il presidente di Avis Intercomunale Aureliana Nicoletta Iacomelli, tracciando il bilancio del 2023 nel corso del consiglio di fine anno, alla presenza del personale ...

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CIVITAVECCHIA – Cresce la raccolta di sangue sul territorio. Lo conferma il presidente di Avis Intercomunale Aureliana Nicoletta Iacomelli, tracciando il bilancio del 2023 nel corso del consiglio di fine anno, alla presenza del personale associativo e sanitario, dei dirigenti, del direttore sanitario dottor Arena e dei presidenti delle Avis comunali di Civitavecchia Lisiola, di Tolfa Lucianatelli, di Allumiere Trotti e del punto fisso di raccolta sede dell’Udr Cerveteri Mecucci.

«Un successo – sottolinea la Iacomelli – dovuto ad un’attenta programmazione delle raccolte sul territorio e ai cambiamenti metodologici e logistici messi in campo con tanti sacrifici economici e di impiego di risorse umane sempre più qualificate. A Cerveteri siamo presenti due volte alla settimana nel punto fisso sede dell’Udr, aperto nel 2016, e una volta al mese nel Poliambulatorio di Ladispoli; all’ospedale San Paolo nel centro Mario Villotti siamo presenti dal lunedì al sabato e due domeniche al mese, mentre in collina, a Tolfa e Allumiere, nei punti aziendali presso i poliambulatori Asl una volta al mese. A ciò si aggiungono le raccolte con autoemoteca a Bracciano e a Civitavecchia durante la campagna estiva e in eventi concomitanza di eventi cittadini per essere presenti in tutti i quartieri e in mezzo alla gente. Ci siamo dati un obiettivo quest’anno, far capire alla cittadinanza che Avis è un associazione a servizio non solo dei malati, ma di tutti coloro che intendono scoprire il gesto della donazione al di là del momento del bisogno personale e/o familiare: quindi progetti nelle scuole con i giovani studenti diciottenni, eventi culturali e ricreativi, raccolta del 5×1000 per migliorare le strutture sanitarie, ma soprattutto presenza di autoemeoteca in città».

I dati confermano la crescita di Avis Aureliana maggiore del 5% con 3600 sacche raccolte. Il punto di raccolta in ospedale a Civitavecchia con 2300 in sede e 206 nelle raccolte esterne, nel punto fisso Udr a Cerveteri 780 sacche, Tolfa ed Allumiere circa 190 sacche, Bracciano con 47, giungendo ad ottimi risultati.

«Le raccolte esterne stanno riscuotendo una forte adesione anche a Civitavecchia – ha aggiunto Iacomelli – bisognerà potenziare le raccolte in collina e sul litorale e crescere su Bracciano, razionalizzando i costi oppure unendo le raccolte. I ringraziamenti vanno ai donatori di tutto il territorio, ai presidenti che in primis si sono cimentati in un lavoro costante e continuo, ai medici e al direttore sanitario Arena, alla dirigenza aziendale Stigliano primario del Simti San Filippo Asl Rm1 e alla dottoressa Matranga direttore generale della Asl Rm4, al facente funzione del Laboratorio Analisi dell’Ospedale San Paolo Striano, al personale infermieristico e medico del Centro. Si tratta di un nuovo modo di lavorare che ci porta sempre più al confronto con le strutture romane e un modus operandi secondo le indicazioni ministeriali e gli standard europei dove tutti i soggetti coinvolti nella raccolta di sangue del territorio aziendale sono protagonisti, fermo restando la responsabilità di Avis Aureliana che fa capo alla Asl Rm1 per la convenzione e la lavorazione del sangue e alla Asl Rm4 per la gestione del punto in ospedale centro Villotti: un lavoro a tre partner, senza dubbio diverso nella gestione interaziendale che oramai va avanti dal 2002 grazie ad Avis Aureliana con impegno e lungimiranza nel raggiungimento di ottimi risultati. Il nostro obiettivo per il 2024 sarà il raggiungimento di almeno 4000 unità di sangue e l’inaugurazione della macchina plasmaferesi per la donazione di plasma presso la sede ospedaliera di Civitavecchia, per aprire la donazione anche ad una popolazione più vasta e agli esclusi per bassa ferritina e, quindi, per evitare migrazioni in strutture ospedaliere romane».


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