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Natale, Sant’Egidio a pranzo con i detenuti

Natale, Sant’Egidio a pranzo con i detenuti

CIVITAVECCHIA – La Casa di Reclusione “Giuseppe Passerini” di via Tarquinia ha ospitato giovedì scorso il tradizionale pranzo di Natale di Sant’Egidio con i detenuti, al quale hanno partecipato 60 detenuti, 35 volontari, il vice-comandante ...

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CIVITAVECCHIA – La Casa di Reclusione “Giuseppe Passerini” di via Tarquinia ha ospitato giovedì scorso il tradizionale pranzo di Natale di Sant’Egidio con i detenuti, al quale hanno partecipato 60 detenuti, 35 volontari, il vice-comandante Sergio Aprea, gli educatori ed alcuni agenti penitenziari. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio ed il Direttore del Penitenziario, dottoressa Patrizia Bravetti.

Finalmente si è tornati all’interno del carcere, con la tradizione che era stata stoppata dal Covid: l’ultimo pranzo fu infatti nel 2018, prima della pandemia. «I quattro anni passati sono stai difficili per tutti, soprattutto per coloro che vivono in strutture chiuse – ha spiegato il responsabile della comunità di Sant’Egidio Massimo Magnano – perché si sono dovuti ridurre i colloqui con familiari e volontari ed, in generale, si sono impoverite le relazioni sociali. Anche le attività di Sant’Egidio, come quelle di altre associazioni di volontariato che frequentano le carceri, sono state ridotte in questi anni proprio perché si fondano sul contatto con le persone, sui colloqui, sulle preghiere comuni, sul fare festa e mangiare alla stessa tavola. La Comunità di Sant’Egidio, comunque, in questi anni non si è arresa e sempre a Natale tra il 2019 ed il 2022, non potendo organizzare i pranzi, ha trovato le soluzioni insieme alla Direzione del Penitenziario per fare gli auguri ai detenuti e distribuire i regali. Si può comprendere, quindi, la grande attesa in tutti verso questo pranzo di natale 2023».

Prima i saluti istituzionali, a detenuti e personale. Il Direttore Generale della Asl Roma 4 Cristina Matranga, particolarmente emozionata per la sua prima partecipazione al pranzo di Natale, ha spiegato come il Servizio Sanitario Pubblico può essere vicino ai detenuti coinvolgendoli in programmi di prevenzione, come le vaccinazioni e gli screening, e di salute mentale. La difesa e la promozione della salute sono temi a cui i detenuti sono molto sensibili e la dottoressa è stata ascoltata con particolare interesse. L’Assessore ai servizi Sociali del Comune di Civitavecchia Debora Zacchei, intervenuta anche in rappresentanza del Sindaco Ernesto Tedesco, ha messo in rilievo quello che a volte ci si dimentica, e cioè che i detenuti sono cittadini inclusi nella comunità cittadina e partecipi della vita della città; l’assessore ha manifestato la disponibilità l Comune ad aprire in futuro dei servizi utili per i detenuti, sia a fine pena sia durante la parte finale della pena.

Il Vice Comandante Sergio Aprea, nel riportare i saluti della dottoressa Bravetti, assente per motivi di salute, ha sottolineato l’importanza di eventi come il pranzo di Natale che portano serenità a coloro che soffrono per la lontananza dalla famiglia ed ha tenuto a ringraziare la Comunità di Sant’Egidio.

Dopo i saluti di rito, finalmente il pranzo, buono ed abbondante, con menù tradizionale: lasagne cucinate dagli stessi detenuti, polpettone di manzo, patate, piselli cucinati dai volontari e dolci natalizi.

Nel brindisi per il nuovo anno, rigidamente analcolico, Magnano ha spiegato come ogni detenuto sia nel cuore della Comunità e che nessuno viene dimenticato; inoltre ha messo in rilievo come la Comunità collabora con i responsabili dei Penitenziari a Civitavecchia sia per i servizi interni della Comunità, sia per quelli esterni come l’organizzazione di alloggi per i detenuti, per i permessi premio o per l’ospitalità in regime alternativo durante l’ultimo periodo di detenzione. Dopo il brindisi tutti hanno giocato a tombola con partecipazione ed entusiasmo. Alla fine Babbo Natale, sulle note di “Jingle Bells” ha consegnato regali ad ognuno: felpe, magliette e prodotti per l’igiene.

«Una bellissima giornata – spiega la responsabile del servizio nei penitenziari della Comunità di Sant’Egidio a Civitavecchia Letizia Quintas – che ci ha reso felici come ogni anno, perché gli incontri con i detenuti sono indispensabili: sono persone fragili che hanno bisogno di fare festa e di messaggi di pace e di speranza».


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