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Sovrattassa, slitta il provvedimento

Sovrattassa, slitta il provvedimento

L’eventuale aumento entrerà in vigore non più a gennaio ma dal 1° luglio prossimo. Il presidente Musolino ha scritto nuovamente al Mit per richiedere i 45 milioni necessari

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CIVITAVECCHIA – Non un annullamento, come in molti speravano, ma almeno uno slittamento di sei mesi, per cercare di reperire nel frattempo le risorse necessarie per far sì che l’aumento non vada in porto. Il presidente dell’Adsp Pino Musolino ha infatti firmato qualche giorno fa un decreto per il differimento al 1° luglio prossimo dell’entrata in vigore dell’aumento della sovrattassa per ogni tonnellata di merce imbarcata e sbarcata nel porto di Civitavecchia, inizialmente prevista per il 1° gennaio. Una decisione sulla quale si è espresso negativamente il tavolo di partenariato, ma che ad oggi continua a rappresentare l’unica possibilità per non perdere l’occasione di realizzare gli ulteriori 400 metri di antemurale, fondamentali per lo sviluppo dello scalo. Sul tavolo mancano ancora quei 45 milioni di euro che l’Authority ha più volte chiesto al Governo. Le ultime lettere inviate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a firma del presidente Musolino, sono di ottobre e novembre scorsi. Più volte infatti da Molo Vespucci è arrivata la richiesta di poter vedere attribuiti all’Adsp questi fondi, attraverso una riassegnazione delle risorse o una ridistribuzione di fondi Pnrr inizialmente destinati ad opere poi sfumate. Il prolungamento dell’antemurale è stato finanziato nel PNRR per circa 60 milioni, con il costo che però è lievitato dai 69 milioni originariamente previsti a circa 106 milioni con l’aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime. «L’Adsp potrà coprire i rimanenti 45 milioni con un ulteriore tiraggio del mutuo BEI – aveva chiarito qualche mese fa proprio Musolino – e per far fronte agli oneri finanziari dell’operazione si è reso necessario ricorrere all’aumento dell’aliquota della sovrattassa per 0,724 euro a tonnellata. Ne avremmo fatto volentieri a meno, trattandosi di una misura recessiva, però necessaria a non perdere 60 milioni di risorse pubbliche, per i quali entro il prossimo 31 dicembre è necessario avere stipulato una obbligazione giuridicamente vincolante, e la possibilità di realizzare un’opera così importante».

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