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«Un anno su cui ha pesato l’aumento dei tassi di interesse»

«Un anno su cui ha pesato l’aumento dei tassi di interesse»

Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato di Viterbo, traccia un bilancio del 2023

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Il segretario provinciale di Confartigianato Imprese Viterbo Andrea De Simone traccia un breve bilancio di fine anno e ricorda le priorità che hanno riguardato l’azione sul territorio della sua associazione datoriale, con la speranza che si verifichino alcune situazioni necessarie per evitare un peggioramento della vita di tutti i cittadini, viterbesi ed italiani.

Segretario De Simone qual è l’ultimo progetto che avete proposto nella Tuscia?

«Confartigianato, in questi giorni, ha lanciato una campagna su scala nazionale che si chiama ‘Acquistiamo locale’. In questo periodo dell’anno la spesa delle famiglie è del 28% maggiore rispetto a quella che è la media annuale. I due terzi di questi aumenti sono concentrati nella spesa per gli alimenti e le bevande. La campagna che sta portando avanti Confartigianato è finalizzata a privilegiare l’acquisto di prodotti artigianali e l’unicità che solo un bene realizzato con la maestria dei nostri artigiani porta con sé».

I tassi d’interesse in aumento hanno condizionato l’economia nel 2023. Qual è il suo giudizio?

«Il 2023 è stato il vero anno del post emergenza pandemica. Il principale problema di quest’anno è stato il forte aumento dei tassi d’interesse che ha penalizzato sia le famiglie che le imprese. Recentemente è uscita un’indagine, pubblicata anche su Il Sole 24 Ore, secondo la quale molte famiglie hanno più del 50% delle loro entrate mensili assorbite dalla rata del mutuo, che è raddoppiata. Questo vale chiaramente anche per le aziende. Ciò ha determinato una diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e delle imprese e una minore propensione sia ai consumi che agli investimenti. Purtroppo la scelta di combattere l’inflazione con l’aumento dei tassi d’interesse è una ricetta che porta alla recessione prima ancora che alla diminuzione del tasso d’inflazione».

Che effetti avrà, secondo lei, la fine del Superbonus?

«Certamente la chiusura a fine anno dei cantieri del Superbonus è uno dei principali fattori che hanno condizionato il 2023. Il Superbonus è qualcosa che, nel post pandemia, ha portato ad uno sviluppo dell’economia però sappiamo che è uno sviluppo drogato: si stampava moneta fiscale di fatto e, quindi, è legittima l’azione del governo Meloni di volerlo superare. Ma ci si aspettava molto di più sul fronte della proroga, che nel decreto legge dei giorni scorsi non c’è, come non ci sono altre misure per i sal straordinari, come ci si aspettava e come invece anticipato. Sono state disattese le aspettative delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e delle imprese: c’è solo una sanatoria di carattere soggettivo per chi ha un isee sotto i 15mila euro o relativa all’ultimazione di interventi per chi ha avuto già lo sconto in fattura o la cessione credito per sal già chiusi. Purtroppo le continue modifiche normative che, a partire dai governi precedenti, hanno interessato la normativa, e la stretta delle banche, non hanno saputo dare certezze a operatori e cittadini».

Cosa auspica per il 2024 di Confartigianato Imprese di Viterbo?

«Una stabilizzazione e, quindi, una discesa dei tassi d’interesse che facciano guardare con maggiore serenità alle prospettive di futuro».


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