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Anno Nuovo buone nuove? No sempre le stesse, per adesso…

Anno Nuovo buone nuove? No sempre le stesse, per adesso…

Un adagio popolare recita che “la politica fa tutto e il contrario di tutto”, possiede quindi nella sua essenza un potere magico che fa alterare, a comando, le cose, le situazioni, le persone e, a volte, perfino le idee. Addirittura viene ...

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Un adagio popolare recita che “la politica fa tutto e il contrario di tutto”, possiede quindi nella sua essenza un potere magico che fa alterare, a comando, le cose, le situazioni, le persone e, a volte, perfino le idee. Addirittura viene definito, un “politico”, colui che incarna tutte queste caratteristiche da perfetto “voltagabbana” o “attore del teatrino della politica”.

Se facciamo una pausa, sicuramente, i nostri pensieri faranno apparire i volti a cui abbiamo affibbiato, almeno una volta, tali definizioni: la perfetta “maschera” pirandelliana che ci accompagna su un palcoscenico su cui diventa difficile orientarsi. Se poi, ad intorbidire le acque ci si mettono personaggi di rilievo nazionale, la confusione diventa totale.

E’ quello che possiamo registrare in questo scorcio di 2023 dove pur di affermare nuovi o vecchi disegni politici su Civitavecchia, personaggi di un certo lignaggio politico – secondo l’adagio popolare di cui sopra – hanno incomprensibilmente preso strade tanto improbabili da avere come primo effetto quello di disorientare noi cittadini “normali” e allontanare sempre più gli elettori dalle urne.

Se questo primo esempio attiene ad un livello locale, la presenza sui mass media in questo periodo delle dichiarazioni del vice presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture, senatore Matteo Salvini, rendono la situazione sempre meno chiara. Infatti, il mantra salviniano “squadra vincente non si cambia” a noi spettatori del “teatrino”, non ci fa scandalizzare più di tanto, ma ci pone alcune domande in relazione alla provenienza delle dichiarazioni. E’ già la seconda volta che Salvini, capo della Lega protegge, come Alberto da Giussano, i suoi uomini di Civitavecchia, in particolare il “suo” uomo, il sindaco Tedesco il quale da oltre un anno vive in apnea, salvato dall’opposizione, cadendo su svariati provvedimenti per mancanza di numero legale, cambiando 6 volte la maggioranza e, tentando di arrivare in un modo o nell’altro a maggio ‘24.

Da non dimenticare, poi, la crisi interna al partito della Lega a Civitavecchia, commissariata i primi di dicembre, per evidenti squilibri di linea politica che si riflettono all’interno del Consiglio Comunale, che mal si conciliano con il “clima sereno” decantato dal Sindaco. Anche se la strada per la chiusura della consiliatura (maggio ’24) è ancora lunga e piena d’insidie, ci appare un po’ forzata questa ennesima “certezza salviniana” fatta sicuramente d’ufficio, ma che rivela tra le righe, il certificato isolamento del “suo” uomo. Il “lodevole” tentativo di confezionargli sulla carta“ una squadra” appare l’ennesima resa davanti all’intera coalizione che ormai non c’è più e, soprattutto, non lo riconosce più come leader della stessa.

La solitudine dei numeri uno? Tanto per citare un titolo che nulla ha che vedere con il primo cittadino, anzi, la sua rovinosa caduta di leadership ha fatto nascere, all’interno della maggioranza, la ricerca spasmodica di punti di riferimento – interni ed esterni – che potessero guidare l’azione amministrativa cittadina e questo riposizionamento, invece di dare al “nostro” un sussulto di orgoglio e di spinta politica, ha fatto si che il motto dell’Amministrazione diventasse “vivi e lascia vivere” che così arriviamo alla fine del mandato (cit.).

Quindi la tanto declamata “squadra”- Toc! Toc! – non solo non c’è ma “respira” anche a fatica e Tedesco, immerso nel suo isolamento e nella speranza che Salvini lo imponga agli alleati, procede verso una scontata brutta figura che ahimè trascinerà l’intera coalizione verso la sconfitta e vedrà la vittoria dell’antipolitica. Fenomeno da non sottovalutare.

La “tigna” o testardaggine richiamata in negativo, proprio da un suo assessore come caratteristica della personalità del “nostro”, purtroppo in politica non permette di essere lucidi e tantomeno mediatori, anzi essa (la politica) è confrontarsi con la realtà, forse Tedesco ha bisogno di fare un bagno di sano realismo, magari “fuori stagione”, per risvegliarsi dal torpore e guardare cosa serve alla città per concludere, in modo degno questo tratto di strada che lui ha avuto l’onore di percorrere. Civitavecchia e la sua dignità lo impongono!

M.T.


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