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Omicidio Bramucci: chiuse le indagini

Omicidio Bramucci: chiuse le indagini

Arrestati Constantin Dan Pomirleanu e Alessio Pizzuti, uno è carcere e l’altro ai domiciliari con il braccialetto

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Costantin Pomirleanu e Alessio Pizzuti sono i due nomi che chiudono il cerchio intorno alle indagini sull’omicidio di Salvatore Bramucci. Il primo è ricompreso nella cerchia familiare della vittima mentre il secondo vicino agli altri esecutori materiali già identificati e arrestati nelle prime battute delle indagini. Pomirleanu, compagno di Sabrina Bacchio, cognata di Bramucci, secondo gli investigatori “ha compartecipato al reclutamento del gruppo di fuoco e alla pianificazione, occupandosi anche della distribuzione dei compensi agli esecutori materiali”. Alessio Pizzuti, invece, avrebbe partecipato fattivamente alla fase preparatoria con i presunti killer, Tonino Bacci e Lucio La Pietra, “sino a poche ore prima del fatto di sangue venendo, di fatto, pienamente coinvolto nell’omicidio”. Le misure cautelari nei loro confronti sono state eseguite giovedì mattina: il primo è in carcere, il secondo agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

«Con questi arresti abbiamo chiuso il cerchio delle indagini sull’omicidio Bramucci», ha detto ieri il procuratore capo Paolo Auriemma. Presenti con lui in conferenza stampa anche il comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Friano, il pubblico ministero Massimiliano Siddi, il comandante del nucleo investigativo Francesco Anania e il comandante della compagnia di Viterbo Felice Bucalo che hanno ripercorso le fasi delle indagini.

Indagini che sin dal primo momento avevano evidenziato che il fatto di sangue, consumatosi il 7 luglio 2022 in località Acquafredda a Soriano nel Cimino, era stato studiato in ogni minimo dettaglio.

Nella prima fase delle indagini si era accertata la presenza di un gruppo di fuoco di tre persone che, a bordo di due autovetture, una delle quali risultata rubata alcuni mesi prima, avevano raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove avevano atteso l’uscita dalla propria abitazione di Salvatore Bramucci, bloccandogli la strada e freddandolo con sei colpi in diverse parti del corpo che ne avevano provocato la morte immediata.

Dopo appena un mese dal grave delitto, la Procura di Viterbo aveva richiesto l’emissione dei primi provvedimenti cautelari a carico Tonino Bacci e Lucio La Pietra, ritenuti gli esecutori materiali.

I successivi approfondimenti investigativi avevano consentito di comprendere che il “gruppo di fuoco” si era mosso sulla base di precise indicazioni fornite da una donna, interna al contesto familiare della vittima, che aveva preso parte alla pianificazione dell’omicidio fin dall’inizio della sua ideazione portando, ad ottobre 2022, all’arresto di Sabrina Bacchio, la cognata di Bramucci.

A settembre scorso, a cadere è stata la vedova, Elisabetta Bacchio, considerata dagli investigatori l’ideatrice dell’assassinio.

L’ultimo atto si concretizza con l’esecuzione dei provvedimenti cautelari a carico degli ultimi due indagati. A carico di Costantin Pomirleanu e Alessio Pizzuti sarebbero emersi elementi che li collocano, secondo gli inquirenti, a pieno titolo, al pari degli altri.

Per Auriemma si è trattato di un «ottimo risultato frutto della profonda conoscenza del territorio da parte dei carabinieri. Se la Tuscia viene considerata da tutti una zona tranquilla non è un caso ma perché la popolazione vede in tutte le forze dell’ordine un fondamentale punto di riferimento».


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