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Stazioni di ricarica per auto elettriche ancora senza collegamento a Montalto di Castro

Stazioni di ricarica per auto elettriche ancora senza collegamento a Montalto di Castro

L’ex sindaco Sergio Caci chiede conto alla sindaca del mancato allaccio, frutto dell’accordo tra l’ex primo cittadino ed Enel

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MONTALTO DI CASTRO – Da tempo sono state installate, ma ancora non sono state allacciate. Si tratta delle colonnine di ricarica per auto elettriche che a Montalto di Castro fanno bella mostra senza essere state ancora collegate, rimanendo quindi inutilizzabili. A stigmatizzare la situazione è l’ex sindaco Sergio Caci artefice del progetto, quando era sindaco, avviato con l’accordo con l’Enel.

«In un momento di crisi energetica e ambientale, anche il Comune di Montalto di Castro, grazie a un accordo stipulato con Enel, sotto la mia amministrazione, ha realizzato le stazioni di ricarica per le auto elettriche – spiega Caci – A parte il tema ambientale ed economico, le auto elettriche stanno prendendo piede sul mercato in un modo sempre più massiccio, lo dicono i numeri che registrano un trend di vendita in crescita. Il nostro paese trae la sua economia non solo dall’agricoltura, ma da tutto l’indotto del settore turistico e tra l’altro abbiamo tantissime persone che proprio tra Montalto e Pescia hanno la loro seconda casa e, proprio per chi proviene da grandi città, come Roma, l’utilizzo dell’auto elettrica è ormai prassi. Ed era questo l’intento dell’accordo: essere al passo con i tempi, per dare servizi sia a chi ha scelto Montalto da turista, sia per gli abitanti ed anche per coloro i quali ci si trovino di passaggio. Purtroppo nonostante le stazioni di ricarica siano state installate, ad oggi per i proprietari di auto elettriche non è possibile ricaricarle perché manca l’allaccio».

«Ho fatto presente tramite una pec, inviata a tutti i consiglieri comunali, maggioranza ed opposizione, questa situazione – aggiunge Caci – anche a seguito del dibattito sviluppatosi in seno al consiglio comunale stesso riunitosi il 30 novembre scorso. Il consigliere Francesco Corniglia, ex assessore della giunta Socciarelli, nel suo intervento specificava che le motivazioni del ritardo nell’allaccio delle stazioni di ricarica e comunque dell’approvazione del protocollo fra comune ed Enel, sembrano altre da quelle dichiarate dal relatore di maggioranza, ovvero il tentativo di modificare il protocollo di intesa apponendo la firma di Emanuela Socciarelli al posto di quella del sottoscritto. Reputo sconcertante congelare opere utilissime per infantili egoismi politici, chi amministra dovrebbe portare avanti i progetti che danno un beneficio alla comunità e questo è uno di quelli, perché mette il nostro paese al passo con i tempi. Enel, come ha ricordato giustamente il sindaco “non ha voluto toccare la vecchia convenzione”, pronta da un anno e mezzo ed operativa per quel che riguardava le stazioni di ricarica. Non si può tenere un paese in ostaggio, in nome e per conto di una firma, non si può precludere a turisti e cittadini un servizio».

«Nella pec che ho inviato al Comune di Montalto il 2 dicembre scorso – aggiunge Caci -, specificavo la mia disponibilità, avendo seguito il progetto, ad appianare alcuni nodi che potessero essere di intralcio ai fini dell’operatività, purtroppo non ho ancora ricevuto alcun tipo di risposta. Quindi mi rivolgo a tutti i cittadini di Montalto e a coloro che nel nostro territorio hanno le seconde case. Pretendiamo che le stazioni di servizio diventino operative e procediamo con gli allacci. Alla giunta Socciarelli consiglio di portare avanti i progetti ed andare oltre le firme, ho amministrato 10 anni è cosa ovvia che delle convenzioni abbiano il mio nome, la continuità amministrativa non è una parolaccia, ma anzi un segno di buona amministrazione. Per questo voglio rendere nota la vicenda, dopo aver provato a risolverla con i diretti interessati. Non blocchiamo Montalto e le sue occasioni di crescita anche in termini di modernità dei servizi offerti. La giunta Socciarelli se tiene ad apporre firme, si metta a lavorare ed abbandoni prese di posizione puerili ed impolitiche».

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