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Fra le macerie di Civitavecchia bombardata: la cagnetta Bobi salva due bimbi

ENRICO CIANCARINI CIVITAVECCHIA – È ormai frequente nelle immagini di terremoti o altre disgrazie provenienti da tutto il mondo, vedere all’opera cani di soccorso che si aggirano per le macerie alla ricerca di sopravvissuti. Si deve loro il ...

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ENRICO CIANCARINI

CIVITAVECCHIA – È ormai frequente nelle immagini di terremoti o altre disgrazie provenienti da tutto il mondo, vedere all’opera cani di soccorso che si aggirano per le macerie alla ricerca di sopravvissuti. Si deve loro il salvataggio di molte vite umane.

Le stesse scene si ebbero in quel maledetto pomeriggio del 14 maggio 1943 quando Civitavecchia fu vittima dei bombardamenti angloamericani.

È un aspetto poco conosciuto l’intervento delle unità cinofile dei vigili del fuoco che furono utilizzate nella ricerca delle vittime sotto le macerie degli edifici sbriciolati dalle bombe alleate.

Grazie a Roberto Diottasi ho potuto consultare il dettagliato rapporto sul servizio di guardia espletato dal 1° Corpo Vigili del Fuoco di Roma, che in quella data registra “intervento a Civitavecchia in seguito a bombardamento aereo”.

Le prime squadre di vigili partirono alle 16.30. Poche ore dopo, alle ore 20.00 partono per la città devastata i cani da soccorso.

Nel sito internet del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco leggiamo che “le unità cinofile dei Vigili del Fuoco nascono per la prima volta in Italia a Torino nel 1939 ed erano specializzate nella ricerca di persone disperse sotto le macerie, vennero istituite per l’allora imminente periodo bellico e notevole fu il contributo dato dai cani per individuare le persone travolte sotto le macerie dei bombardamenti”.

Sui giornali dell’epoca si parla delle unità cinofile addestrate a Roma nella caserma delle Capannelle, sede della scuola di formazione nazionale dei pompieri. Anche Mussolini quando visitò la caserma, ammirò i preziosi animali.

Alle Capannelle fu certamente addestrata Bobi, la cagnetta che la sera del 14 maggio 1943, fu inviata a Civitavecchia e che mise in salvo due bambini sepolti dalle macerie accanto ai corpi dei loro genitori. Chissà se qualcuno si riconosce in quei bambini sepolti e salvati dalla cagnetta Bobi.

Sul Corriere della Sera dell’11/12 gennaio 1944 un articolo racconta le sue gesta civitavecchiesi che le valsero una medaglia:

“Una cagna da soccorso premiata per le sue benemerenze. Venezia 11 gennaio.

Un animale d’eccezione si può senz’altro definire Bobi una cagna da soccorso in dotazione all’89 Corpo dei vigili del fuoco di Venezia. Si tratta di un magnifico esemplare derivato dall’incrocio di un lupo con una cagna da pastore.

Ardimentose gesta compiute hanno valso a Bobi, che ha quattro anni, la concessione di una medaglia di bronzo.

Qualche tempo addietro, a Civitavecchia, durante un bombardamento aereo, essa riusciva a scoprire e a far liberare dalle macerie, sotto le quali erano rimasti con i cadaveri dei genitori, due bimbi che potevano così essere sottratti a una raccapricciante fine. Inoltre, a più riprese, la straordinaria bestia ha segnalato alle squadre di soccorso i luoghi ove c’era qualche persona da trarre in salvo”.

Un episodio dimenticato ma splendido in quel dramma che fu il 14 maggio 1943 per Civitavecchia.


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