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«Zero logica di programmazione»

«Zero logica di programmazione»

Silvia Somigli (Uil scuola): «La Regione ascolti i territori per conoscere le esigenze di chi lavora all'interno»

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CAPRAROLA – «Apprendiamo con enorme stupore la decisione assunta dal consiglio regionale sul dimensionamento scolastico per l’anno 2024-2025 che vedrà l’accorpamento dell’istituto comprensivo Marchini con quello di Fabrica di Roma. Una decisione incomprensibile, che non segue una logica di programmazione e contrasta con le linee guida regionali dell’ottobre scorso». Lo dice a gran voce Brunella Marconi, segretario generale Snals Viterbo. «A nostro avviso – spiega Marconi – l’unico criterio da utilizzare per la definizione della sede oggetto di dimensionamento scolastico per la provincia di Viterbo sarebbe dovuto essere quello numerico, derivato dai coefficienti stabiliti proprio dalle linee guida e dalla delibera della regione Lazio.

Come sempre le pressioni hanno predominato sul buon senso e sulla capacità di ascolto del territorio, che attraverso l’Osservatorio tecnico e la giunta provinciale aveva dato precise indicazioni in merito. Così facendo – conclude la segretaria Snals – si dimentica che ogni scelta grava non solo sul personale docente e amministrativo ma, soprattutto, sulle famiglie e sugli alunni che frequentano i nostri istituti». Sul dimensionamento scolastico, a Brunella Marconi fa eco Silvia Somigli (Uil scuola). «Unire gli istituti comprensivi di Caprarola e Fabrica di Roma è una scelta calata dall’alto». Lo dichiara la segretaria generale della Uil scuola Viterbo, Silvia Somigli. «Istituzione nuovo istituto comprensivo – sta scritto infatti nella delibera della regione Lazio – mediante aggregazione dell’istituto comprensivo ‘Roberto Marchini’ di Caprarola con l’istituto comprensivo di Fabrica di Roma». Il tutto a partire dall’anno scolastico 2024/2025. «Una decisione – spiega Somigli – presa nell’ambito del dimensionamento scolastico». «Sarebbe opportuno che la Regione – prosegue Somigli – nel prendere i suoi provvedimenti, ascoltasse i territori per conoscere al meglio le esigenze degli istituti e del personale scolastico che lavora al loro interno».

«Esiste anche un osservatorio provinciale – conclude la segretaria generale della Uil scuola Viterbo – che, se però non viene preso in considerazione come dovrebbe, rischia di diventare del tutto inutile», conclude Somigli.

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