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Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’…

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’…

Caro 2024, l’anno vecchio ce lo siamo da poco lasciato alle spalle ti scrivo un po’ come Lucio Dalla scriveva a quel suo amico nella canzone, sperando che tu possa dedicarmi un po’ della tua attenzione, malgrado io immagini che tu sia già ...

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Caro 2024, l’anno vecchio ce lo siamo da poco lasciato alle spalle ti scrivo un po’ come Lucio Dalla scriveva a quel suo amico nella canzone, sperando che tu possa dedicarmi un po’ della tua attenzione, malgrado io immagini che tu sia già abbastanza indaffarato fin da ora. Il tuo predecessore come un po’ di anni a questa parte non è stato proprio buono con noi, beh veramente se proprio dobbiamo dirla tutta nemmeno tanto clemente. Come sempre per ogni nuovo inizio tutti noi ci poniamo dei buoni propositi per ricominciare, prima che però tu possa esprimere i tuoi voglio rinfrescarti la memoria con ciò che è successo negli ultimi 12 mesi e magari darti qualche consiglio.

Ne sono successe di cose e ci sono stati tanti colpi di scena su altrettanti fronti. Quest’anno abbiamo raggiunto grandi traguardi per la nostra giustizia e per la libertà di una terra meravigliosa e di un popolo con l’arresto dell’ultimo grande boss mafioso.

È stato l’anno della fallimentare campagna per il rilancio e la promozione del turismo in Italia “welcome to meraviglia”, ribattezzata da molti – non erroneamente – come welcome to merd*viglia.

In questo anno abbiamo assistito a scene di un paese in emergenza e grave difficoltà, un’Italia piegata dal clima che ha visto famiglie sfollate, case allagate e distrutte, intere regioni da ricostruire, ma che grazie alla forza e alla volontà dei loro abitanti hanno deciso di rialzarsi e non abbattersi, di combattere e continuare a lottare insieme.

Sai 2024, si dice che l’unione si vede proprio nei momenti di difficoltà, io credo che il migliore degli esempi per spiegarti questo concetto sia proprio la tenacia della regione Emilia Romagna e dei romagnoli che una mattina svegliandosi si trovarono strade alluvionate, fiumi esondati; amici, parenti, figli, padri, madri, nonni, dispersi o che non ce l’hanno fatta.

O magari i miei “compaesani” Catanesi che si sono fatti forza dopo l’eruzione dell’Etna, tra fuochi liberi in tutto il territorio e balconi e terrazze completamente nere cosparse di cenere e detriti. Tra orsi che vengono “arrestati” in Trentino e leoni che passeggiano tranquillamente liberi per il centro città come Ladispolion. Vedendo l’andazzo delle televisioni andrà a finire anche queste “belve” entreranno a far parte degli intervistati della Fagnani.

Devi sapere che in questo 2023 ovviamente non sono mancate anche le stranezze, anzi devo dire che sono state fin troppe, se vogliamo la più clamorosa addirittura è fresca fresca di poche settimane fa quando l’influencer Chiara Ferragni è caduta in fallo con la questione dei pandori Balocco ricordandoci che commercio e beneficenza sono cose ben diverse. Proprio lei che a Sanremo l’anno scorso scese dalla scala dell’Ariston con la stola Pensati Libera possiamo dire che forse per quest’anno si sia sentita fin troppo libera di fare errori.

Spero che ora possa influenzare tutti i suoi seguaci a non commettere “errori di comunicazione” come il suo e di fare del bene, non per forza sotto i riflettori ma anche in silenzio.

C’è da dire che di errori in ambito social non ci sono stati solo i suoi, basti pensare a Zuckerberg con la sua spunta blu, sui social da sempre simbolo di “potere” e rilevanza, una volta destinata ai profili verificati di figure di spicco, ora acquistabile da chiunque per riempire le tasche di qualche magnate e far credere di essere qualcuno di importante e accresce l’autostima delle migliaia di persone che vivono con l’ansia da status symbol.

In questo 2023 ci hanno lasciato molte persone, nel giornalismo uomini del calibro di Maurizio Costanzo, nella musica donne con la grinta della “best” Tina Turner, o che abbiano rappresentato la nostra Italia nel mondo come Toto Cotugno e nell’imprenditoria persone che volavano in alto con i loro sogni sperando che un giorno potessero smettere di esser tali divenendo realtà come Silvio Berlusconi.

Abbiamo visto morire un pontefice e il suo successore celebrarne il funerale.

Ho scoperto che il 2024 sarà un anno bisestile come il 2020, anno di sfiga massima, di Covid, guerre e dirette social di Conte. Che in questo nuovo anno ci si possa liberare di altre interviste di cornute e cornuti vip (che alla fine di vip hanno ben poco) che piangendo parlano del tradimento come se fosse l’armageddon, caro 2024 fai capire a tutti che le corna sono come il Covid: puoi stare attento quanto vuoi ma alla fine tocca a tutti.

Porta tanta salute a Papa Francesco. Dacci la coerenza di imparare senza fare polemica e di accettare che un supermercato scelga un pesca e una famiglia separata come strategia di marketing, a maggior ragione se in primis proprio i figli di genitori separati si commuovono e apprezzano la campagna. Fai che si possa studiare a scuola al caldo e al sicuro, ci sono un sacco di scuole in Italia con le caldaie rotte e non ci sono i soldi per la manutenzione.

È inutile parlare di intelligenza artificiale e di demotica se poi a scuola gli studenti dovevo studiare con la sciarpetta, lo scialle, il plaid e il passamontagna.

Porta pace nelle guerre che sono sulle prime pagine dei giornali, ma anche a tutte quelle dimenticate e tutte le battaglie che ogni giorno si svolgono in silenzio sotto gli occhi di tutti.

Caro 2024, tra poco si smonteranno gli addobbi natalizi ma prima di togliere presepi, palle e ghirlande, regalaci un processo sotto l’albero, so che è un regalo strano ma non sai quanto abbiamo bisogno che finalmente ci sia una verità giuridica per Giulio Regeni. Quest’anno passato è stato assai duro ma per lasciarlo alle spalle, caro 2024, quando – tra brindisi, danze e festeggiamenti – arriverai in un sacco di case, ricordati che ci sono tante donne che tra quelle mura sono prigioniere, che sono state uccise o che lo saranno, porta loro l’unico regalo di cui hanno bisogno, il coraggio di ribellarsi e la certezza di non sentirsi sole. E infine a noi tutti italiani, dal nord al sud, ricchi e poveri, cretini o intelligenti porta un regalo utile: un po’ di memoria, per ricordarci cosa siamo stati e cosa non vogliamo più essere, ricordaci di amare il prossimo e di tendere sempre la mano agli altri affinché un giorno, nel momento del bisogno, loro possano tenderla a noi.

Caro 2024, sarai ciò che faremo di te. Possa questo nuovo anno portare speranza, crescita e positività. Siamo pronti a darti il benvenuto a braccia aperte, con la speranza che insieme possiamo costruire un futuro migliore.

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