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Picco influenzale, ci siamo: il San Paolo tiene “botta”

Picco influenzale, ci siamo: il San Paolo tiene “botta”

Tanti accessi in Pronto soccorso ma una soluzione potrebbe arrivare dai medici di famiglia con gli ambulatori delle cure primarie. Susi: «C’è stato un aumento ma ben gestito e soprattutto nessuna ambulanza bloccata»

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CIVITAVECCHIA – Siamo nel pieno del picco influenzale e il Pronto soccorso – e di conseguenza tutto l’ospedale – del San Paolo è sotto “stress” per un mix di malattie di stagione e respiratorie ma una soluzione potrebbe arrivare dai medici di medicina generale.

Non è una novità che praticamente tutti gli ospedali italiani stiano vivendo un periodo di affanno e il San Paolo non fa eccezione, al punto che la direzione ospedaliera e quella aziendale hanno pensato una task force per gestire la fase “critica”, fortunatamente però, per una serie di fattori, il nosocomio cittadino sta reggendo bene come spiega il direttore del Dea Beniamino Susi.

«In Pronto soccorso siamo sotto pressione praticamente dal Ponte dell’Immacolata – ha detto Susi – ma abbiamo avuto la fortuna di non essere troppo in affanno, ci sono altri ospedali che stanno male. Cosa ha aiutato? Una serie di fattori, forse una buona campagna vaccinale, le mascherine o il lavoro dei medici di medicina generale. Sicuramente c’è stato un aumento degli accessi ma non abbiamo avuto grossi affanni e, soprattutto, non abbiamo bloccato ambulanze».

Il picco è atteso in questi giorni, probabilmente ci siamo già ma per essere sicuri bisognerà attendere che si attesti la discesa dei casi. Ma quale è la situazione in Pronto soccorso? «Negli ultimi giorni – ha continuato Susi – sono diminuiti i casi di covid, che sono sempre associati ad altre patologie, e questo sicuramente ha dato una mano. Nel complesso siamo riusciti a gestire il tutto senza grosso affanno e senza bloccare i mezzi di soccorso».

Non solo anziani ma anche pazienti giovani con polmoniti. Sabato e domenica sono stati giorni particolarmente duri e alla luce dell’emergenza una possibile soluzione potrebbe arrivare dai medici di medicina generale.

«Ho proposto – ha spiegato il referente Fimmg Mauro Mocci – di realizzare anche a Civitavecchia gli ambulatori di cure primarie aperti il sabato e la domenica a supporto dell’ospedale». Si tratta di ambulatori nati per dare le risposte appropriate ai bisogni dei cittadini e per migliorare la fruibilità delle risorse sanitarie, generalmente aperti dalle 10 alle 19, con medici di medicina generale e di solito una infermiera. Il tutto sarebbe ovviamente gestito dalla Asl Roma 4. Iniziative approvate dalla Regione già nel 2017 e che hanno un buon successo a Roma. Sul sito della Regione Lazio, infatti, è possibile vedere i vari ambulatori aperti e gli orari di apertura. L’idea è quella di alleggerire la pressione sul Pronto soccorso, preso d’assalto nel weekend. «Siamo in una fase impegnativa – conclude Mocci – probabilmente nel pieno del picco ma ricordo che c’è ancora tempo per vaccinarsi».

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