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Medicina generale, il grido di allarme di Patrizi (Smi): troppi studi vuoti

Medicina generale, il grido di allarme di Patrizi (Smi): troppi studi vuoti

Nella Asl Roma 4 su 48 carenze segnalate 45 ancora da colmare

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CIVITAVECCHIA – Un incontro con i professionisti del territorio per risolvere il problema sempre più concreto della carenza di medici di medicina generale. Il 27 gennaio Cristina Patrizi, segretaria regionale del Sindacato medici italiani, sarà a Civitavecchia per parlare di questo ed altro. Un problema che, secondo Patrizi, è sempre più reale con numeri che rischiano di far collassare la medicina generale, e non solo. «In questi giorni di festività natalizie – ha spiegato Patrizi – fronteggiato con copertura h24 per quello che attiene la medicina generale la centrale regionale del Lazio su Roma, dove fronteggiamo le chiamate della medicina generale, ha ricevuto in 10 giorni oltre 130mila chiamate. Una Ucp della Roma 2 oltre 400 accessi in un giorno). Anche i colleghi della Asl Roma 4 sono organizzati in Ucp (5 nel distretto 1) che hanno anche esse lavorato su questi livelli. Mediamente un medico massimalista o sui 1-1500 assistiti ha assistito singolarmente una media di 60 accessi a giornata». Numeri impressionanti su cui grava il problema della certificazione di malattia, «si deve trovare una soluzione. La maggior parte delle chiamate arrivate sono state sostanzialmente per questa motivazione». Per Patrizi sarebbe necessario utilizzare sistemi come l’autocertificazione per i primi tre giorni come nel resto di Europa. La carenza medici è sempre più concreta, come rilevato negli ultimi dati, pubblicati ad agosto, nel lazio su 531 carenze ne sono state colmate poco più di 100. «Nella Asl Roma 4 – ha sottolineato – avevate 48 carenze comprensive di quelle che si sarebbero liberate fino a dicembre 2023. Tolfa – dove un medico andrà in pensione il mese prossimo – non rientra tra le carenze già rilevate e bisognerà aspettare la rilevazione successiva. Sulle carenze già rilevate su 48, 45 sono andate buca». Un problema serio e per Patrizi è, quindi, necessario mettere in atto soluzioni per rendere nuovamente attrattivo il “mestiere” del medico di medicina generale come ad esempio mettere a disposizione i locali per le sedi degli studi. «Nell’incontro del 27 – ha concluso – affronteremo queste ed altre tematiche con i professionisti, proponendo le nostre soluzioni e idee».

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