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«Piano della mobilità, al lavoro i tecnici che hanno fatto il Pums di Bologna»

«Piano della mobilità, al lavoro i tecnici che hanno fatto il Pums di Bologna»

L’assessore Emanuele Aronne intervenendo sul caso della Cassia Nord a Viterbo: «Il problema non è la rotonda ma serve un progetto complessivo»

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«La questione della rotonda del cimitero San Lazzaro è problematica. L’errore che si commette è pensare che il problema sia solo la rotonda, ma la verità è che la viabilità del quadrante nord va affrontata in tutta la sua complessità».

A parlare è l’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne, che interviene dopo le dichiarazioni di Giovanni Faperdue che, ormai da 7 mesi, è in presidio permanente sulla rotonda di innesto alla Cassia Nord per protestare contro un’opera considerata errata nel metodo e nel concreto. «L’amministrazione Frontini per prima – continua Aronne –, con soldi di bilancio, lo sottolineo, e non accedendo ad un bando, ma mettendoci soldi di tasca propria, ha appena incaricato una società di Perugia di redigere il Piano urbano della mobilità sostenibile. Per la prima volta il Comune di Viterbo avrà un team di tecnici molto preparati, gli stessi che hanno fatto il Pums di Bologna, che daranno delle direttive ben precise su come affrontare il problema». E’ un assessore Aronne con le idee chiare, aperto al dialogo sui problemi, ma che non ci sta ad addossare alcuna colpa all’attuale amministrazione in tema di lavori e viabilità pubblica a Viterbo. «Faccio un esempio semplice: noi parliamo della rotonda del cimitero – continua Aronne – ma da essa si arriva al quadrivio, anche quello è un problema come via Garbini ed il fatto che si sia sviluppata tutta la zona commerciale a nord di Viterbo con un deficit di servizi. La rotonda è il punto in cui si manifesta maggiormente la criticità. E’ ovvio che è allo studio dell’amministrazione una soluzione, noi tecnicamente già abbiamo delle proiezioni con cui risolvere il problema: prima di divulgarle, adesso che abbiamo il supporto di tecnici specialistici, vogliamo avere anche il placet da parte loro di queste soluzioni, che non vanno a riguardare solo la rotonda che, di per sé, può anche essere neutralizzata, ma non generare altri problemi a cascata. Il problema è la mancanza di pianificazione di tutto il settore nord: se si approccia solo sulla rotonda si commette un chiaro errore».

Quindi una notizia importante sempre per la viabilità del quadrante nord-ovest di Viterbo. «Stanno proseguendo i lavori di progettazione ed arriveremo alla fine di questa, perché stanno partendo gli espropri, per il prolungamento dell’asse del Poggino fino all’Oasi che genererà una parallela che andrà a scaricare il traffico in entrata ed uscita dalla Cassia. Nel pensare al futuro della rotonda, quindi, bisogna anche pensare che entro il 2025 ci sarà un’arteria parallela alla Cassia che non va a imbutarsi sulla rotonda del cimitero. Magari togliere la rotonda, che non so neanche se si possa fare, fosse la soluzione a tutti i problemi, serve un approccio generale al problema». In sintesi: la parola andrà ai tecnici esperti in materia di mobilità e viabilità e «per la prima volta, lo sottolineo – aggiunge Aronne – il Comune ha deciso di avvalersi di uno studio di progettazione per il Piano di mobilità sostenibile che non è obbligatorio per un Comune sopra i 100 mila abitanti ma che abbiamo voluto avere perché la mobilità e la viabilità di Viterbo sono state abbandonate a se stesse per anni ed i risultati si vedono oggi».

Sul sit-in di Giovanni Faperdue, Aronne dice che è «meritorio che ci sia una protesta perché è giusto che sia enfatizzato il problema la cui soluzione non è così semplice o quantomeno che sia una soluzione unica e per sempre al quadrante nord. Ricordo infine che Viterbo è sovradimensionata come numero di macchine rispetto ai residenti, è un dato oggettivo con la media di 78 auto ogni 100 abitanti rispetto alla media nazionale di 66 che è già alta rispetto alla media europea». Le alternative strutturali per Aronne? «Creare sistemi alternativi di viabilità e fare in modo che i flussi vengano calcolati in modo tale che non ci siano colli di bottiglia che bloccano e paralizzano un intero quartiere».


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