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Agricoltura, allevamento e olivicoltura: i settori fiorenti dell’Università Agraria di Allumiere

Agricoltura, allevamento e olivicoltura: i settori fiorenti dell’Università Agraria di Allumiere

L’ente collinare continua a crescere qualitativamente e quantitativamente: i prodotti sono molto apprezzati. Soddisfatto il presidente Daniele Cimaroli

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ALLUMIERE – L’Università Agraria di Allumiere continua a crescere qualitativamente e quantitativamente: la giunta Cimaroli sta ottenendo grandi risultatine sta centrando tutti gli obiettivi. I prodotti made in Agraria di Allumiere sono molto apprezzati ovunque; agricoltura, allevamento e olivicoltura sono sempre più fiorenti. Il presidente dell’Agraria di Allumiere, Daniele Cimaroli traccia il bilancio dell’anno che si è da poco concluso e delinea gli obiettivi del 2024.

“Consideriamo il bilancio del 2023 molto positivo – spiega il presidente dell’Università Agraria di Allumiere, Daniele Cimaroli – tante sono state le attività da noi svolte, in primis quelle dedicate al potenziamento dell’azienda come l’annessione di circa 200 ettari in località Poggetta Cornetana che, dopo i lavori di recinzione, sta fungendo da comparto per l’allevamento delle manze di “razza maremma”, punto focale del nostro programma amministrativo, in quanto simbolo di biodiversità del nostro territorio. Proprio per questo giorni fa abbiamo indetto un bando per la vendita di futuri torelli maremmani che ha permesso agli utenti di acquistare capi selezionati dediti alla valorizzazione e al mantenimento della razza”. Il presidente Cimaroli ci tiene anche a sottolineare che sono state molto proficue “le nascite sia nel settore bovino che equino” come proficua è stata “la produzione di foraggio con circa 3500 quintali di fieno prodotto, mentre dal punto di vista cerealicolo – prosegue Cimaroli – è stato prodotto un buon quantitativo di grano senatore Cappelli che già è stato trasformato in pasta ed è pronto ad arrivare sugli scaffali dei nostri rivenditori all’insegna del cibo di qualità a km 0”.

Un altro passo in avanti compiuto dall’Università Agraria è il fatto che: “Anche il parco macchine è stato potenziato attraverso l’acquisto di una dischiera che renderà più veloce e di maggior qualità la lavorazione dei nostri terreni seminativi”.

Anche il campo burocratico per l’Ente collinare è in fermento: “Attraverso commissioni si sta varando un nuovo regolamento che – prosegue ancora il presidente Daniele Cimaroli – andrà a normare l’uso dei beni con il compito di snellire le pratiche burocratiche e combattere le morosità legate all’utilizzo di terreni di uso civico”.

Importanti novità si vedranno anche nel settore dell’allevamento: “In quanto la gestione dei comparti necessità di nuove regole volte a rivedere e disciplinare diritti e doveri in un’ ottica di compartecipazione tra ente ed utente. La sussistenza dell’Ente, passato a seguito della legge 168 del 2017 a organismo di diritto privato, si basa necessariamente su una gestione oculata, che guarda al profitto derivato dall’ attività agricola, e nel contempo più dinamica ed innovativa nella gestione amministrativa. Dal 2024, tra le entrate nel bilancio non sarà più presente il contributo versato dalla regione Lazio di circa 100mila euro destinato al pagamento degli impiegati (ex legge 285), già dimezzato nel 2023. Questo implica un maggior senso di responsabilità amministrativa per salvaguardare tutte le 11 unità lavorative ad oggi presenti”.

Il presidente dell’Università Agraria di Allumiere, Daniele Cimaroli poi conclude: “L’uso civico é un diritto di godimento collettivo e solo un Ente Agrario “vivo” lo può rispettare, tutelare ed applicare, mettendolo al centro della propria azione amministrativa, con uno sguardo sempre rivolto allo sviluppo del territorio”.

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