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«Mio padre ha sempre dato voce a chi non l’aveva»

«Mio padre ha sempre dato voce a chi non l’aveva»

L’addio commosso del figlio: «Risoluto nella sue idee, ha sempre creduto nell’onestà intellettuale»

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VITERBO – Cerimonia funebre toccante quella di ieri pomeriggio alla chiesa di Santa Maria della Verità per l’ultimo saluto a Michele Bonatesta, ex senatore e giornalista viterbese, scomparso all’età di 82 anni.

Bonatesta ha segnato vari decenni della vita politica viterbese raggiungendo un po’ tutte le cariche, da consigliere comunale a provinciale, quindi regionale e senatore per due legislature con Alleanza Nazionale.

A salutarlo, insieme ai figli Cristiano e Mirko ed i familiari, tanti esponenti del mondo della destra viterbese: Marcello Meroi, ex sindaco a presidente della Provincia, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Daniele Sabatini, il presidente provinciale di FdI Massimo Giampieri, la consigliera comunale ed ex senatrice Laura Allegrini, l’ex assessore provinciale Mario Lega, l’ex consigliera comunale di Vetralla Teresa Sestito Cascitti e l’ex sindaco di Viterbo Giovanni Arena (Forza Italia).

Le esequie sono cominciate con un emozionante saluto del figlio Cristiano. «Durante la tua vita ci hai insegnato tanti valori – ha detto Cristiano Bonatesta – ma soprattutto il prezzo da pagare per difendere le cose in cui si crede: il valore della famiglia innanzitutto, a cui hai dato tanto e con tutto te stesso con la certezza di difenderci in ogni momento. Hai sempre creduto nell’onestà, quell’onestà intellettuale per la quale sempre ti sei battuto e lottato strenuamente per la tutela dei diritti mancanti, hai dato voce a chi di voce non ne aveva e soprattutto non hai mai ceduto ed arretrato di un passo nelle tue lunghe ed estenuanti battaglie contro tutto e tutti. Vai e raggiungi la mamma che tanto ti mancava per la sua prematura scomparsa. Grazie di essere il padre che sei stato, testardo e duro come una roccia, irremovibile sulle tue posizioni ma sempre attento ai nostri desideri. Riposa in pace».

Quelle di Cristiano sono state parole molto toccanti, interrotte continuamente da singhiozzi e da una vibrante forza d’animo per non cedere allo sconforto. Concetti poi condivisi dal parroco Don Elio. «Le parole di Cristiano ci fanno capire – ha detto subito dopo don Elio – il senso profondo, la bellezza della vita di quest’uomo, una vita interiore fatta di principi: ecco in che modo e con quale stato d’animo dobbiamo vivere questa celebrazione. Abbiamo conosciuto o siamo stati confermati in quel giudizio che avevamo di Michele con il quale anche io ho avuto un grandissimo rapporto di stima filtrato soprattutto dall’amore di Paola. Tante volte non ci siamo trovati d’accordo su molte cose ma ci sono state sempre comprensione e collaborazione reciproche. Questa persona – ha detto ancora il sacerdote – mi ha regalato tante cose belle nella vita: questa celebrazione è una riconsegna al Signore di tutto quel bene che abbiamo ricevuto da lui, una richiesta che, soprattutto chi sente ora il vuoto, abbia vicinanza, amore e conforto sapendo che Michele è ormai nell’abbraccio di Dio».

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