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“Leon il Legionario”, il film di Virgil Asoltanei, girato tra Montalto di Castro e la Maremma

“Leon il Legionario”, il film di Virgil Asoltanei, girato tra Montalto di Castro e la Maremma

Il 47enne romeno residente nella città castrense è guarito da una grave forma di tumore. È diventato produttore e attore cinematografico: «Con il ricavato della pellicola farò beneficenza»

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GAETANO ALAIMO

MONTALTO – “Chi combatte ha un cuore di leone ed io, uscendo da un tumore molto grave, ho voluto esprimere questa forza che mi è stata mandata da Dio nel film Leon Il Legionario”.

Da una malattia si può rinascere e, soprattutto, ripartire con una passione che servirà a fare del bene al prossimo ed a chi soffre. E’ il caso di Virgil Asoltanei, 47enne rumeno ma residente da oltre 20 anni a Montalto, che è guarito da una grave forma di tumore ed ha intrapreso, contemporaneamente all’attività di imprenditore edile, quella di produttore ed attore cinematografico. Virgil è stato sottoposto a 4 interventi con decine di cicli di chemioterapia, andando continuamente agli ospedali di Tarquinia, il Gemelli ed il Regina Elena di Roma. Il suo film “Leon il Legionario”, girato tra Montalto di Castro, Montalto Marina, Cellere, Canino, ha dimostrato passione pura, ispirandosi direttamente al mito di Virgil, Jean Claude Vandamme. “Con il ricavato del film – dice Virgil Asoltanei – farò beneficenza per chi soffre ed ha avuto problemi come il mio. Ringrazio Dio che mi ha ridato una nuova vita. Ho prodotto il film Leon il Legionario dopo anni di esperienza da cantante di fama nazionale, con mia moglie Ana e mia figlia Julia Marinella, in Romania. Qui in Italia ho cominciato facendo tre anni fa un casting per una parte in un film di camorra e sono stato scelto come protagonista. Poi ho girato un altro film a Conversano con una produzione italiana”. Quindi la svolta. “Ho capito che, se ero gestito, avrei avuto solo piccoli ruoli. Ed ho deciso di mettere su io una produzione cinematografica. Ho chiamato vari amici italiani e rumeni, alcuni attori ed altri no, e con la mia famiglia abbiamo scritto la prima parte del film. Sono servite varie settimane per scrivere tutto il copione con mia moglie Ana, che scrive anche canzoni e mia figlia Julia Marinella. Quindi ho chiamato dei cameramen professionisti ed abbiamo iniziato le riprese che sono durate un anno. Nella prima produzione ho speso oltre 30mila euro, per il secondo film anche di più”. La Tuscia è diventata il set di Leon Il Legionario: “Abbiamo girato per oltre un anno – continua Virgil – tra Montalto di Castro e Marina, Cellere, Canino. Tutti posti che considero casa mia. Nel film io sono un uomo ricco ed ex legionario serbo ma mi hanno richiamato per liberare ostaggi sequestrati dalla camorra italiana e rumena. Incontro un legionario che era nipote di un boss camorrista che mi sequestra la figlia ed in cambio vuole due milioni di euro. Devo combattere per liberarmi dalla Legione e tornare per liberare mia figlia. Non si tratta solo di un film di combattimenti ma anche di scambio culturale tra Italia e Romania e di coraggio verso la gente per combattere senza avere paura avendo sempre fiducia in Dio”. Il film “Leon Il Legionario” è stato già trasmesso alla “Roma Film Academy” su Bom Channel al canale 68 del Digitale Terrestre, su Sky Tv, Cinema Dacia Bistrita Nasaud in Transilvania e Tv Romania. Intanto è in previsione “Leon Il Legionario 2” che uscirà nel 2024 con oltre 50 attori tra cui Adrian Chiriac, Georges Majaru Peter, Pietro Fornaciari, Giovanni Esposito, Davide De Palma, Maximilian Belmondo Balasa, Emiliano Pellizzari, Andrea Bacarelli, Salvatore Barba. Il legame con la Tuscia è stato confermato con la presenza nel film di Antonio Crabolu, vicesindaco di Cellere, uno dei paesi set del film insieme a Porto Santo Stefano, Montalto e Canino. Virgil Asoltanei, per Leon Il Legionario, è stato premiato dal mondo istituzionale della Transilvania per essere il primo produttore romeno in Europa. Nel secondo film è presente anche una ex ministra della Moldavia sequestrata dalla camorra italiana e rumena.

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