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Housing e Stazione di posta, il progetto di via Giusti fa discutere

Housing e Stazione di posta, il progetto di via Giusti fa discutere

Residenti, commercianti e associazioni sul piede di guerra. Il presidio sanitario e le stanze per i colloqui di II livello preoccupano

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CIVITAVECCHIA – Il progetto di via Giusti continua a far discutere. Se ne era già parlato nei mesi scorsi, quando commercianti e residenti avevano alzato la voce appellandosi al Sindaco e all’amministrazione comunale in generale chiedendo un passo indietro, ma ora la questione è tornata sotto i riflettori dopo la conferenza stampa del Codacons locale – tra le associazioni “sfrattate” dall’immobile – e ora con l’avvio imminente dei lavori sono in molti ad alzare la voce. Tutto nasce quando l’amministrazione comunale dà il via libera alla realizzazione del progetto Pnrr – investimento 1.3 “Housing temporaneo e stazioni di posta per le persone senza dimora” – “Povertà estrema – stazioni di posta (Centro servizi)”. Sostanzialmente nell’immobile, su due piani e in pieno centro cittadino tra Cattedrale e portici di corso Marconi, si voleva andare a realizzare una centrale operativa per gestire telefonicamente le emergenze ed attivare il pronto intervento sociale, un centro di ascolto con 3 postazioni per colloqui con assistenti sociali, psicologi, medici e avvocati, un centro di distribuzione vestiario e generi alimentari, una mensa da 42 posti, un centro accoglienza notturno con 11 posti letto divisi per sesso e una lavanderia. Quando fu reso noto cittadini e commercianti della zona non nascosero certo la contrarietà ad un progetto da loro giudicato valevole ma pensato nel posto sbagliato soprattutto se si pensa alla vocazione turistica che Civitavecchia sta cercando di ritagliarsi in questi anni. Proteste e rabbia che provocarono una virata dell’amministrazione. Niente più mensa e accoglienza notturna ma “solo” una stanza dedicata a presidio medico sanitario, 2 stanze per il colloquio di secondo livello (supporto sociale, legale, amministrativo e psicologico) e una sala riunioni per attività di gruppo. Per realizzare tutto questo il Pincio ha “invitato” tutte le associazioni che si trovavano al piano terra a sloggiare, tra cui anche il Codacons che minaccia azioni legali. Problemi anche al primo piano dove si trova una Università che si vedrà pesantemente ridimensionata l’area che avrebbe dovuto avere.

Residenti, commercianti e associazioni si sono più volte detti perplessi per la scelta di realizzare un simile progetto, dedicato principalmente a senza fissa dimora, in pieno centro e preoccupati dal possibile impatto sulla vivibilità e sul decoro dell’area.

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