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«Gli agricoltori si aspettavano di più dal governo Meloni»

«Gli agricoltori si aspettavano di più dal governo Meloni»

«La guerra in Ucraina e in Medio oriente; le quotidiane minacce di un possibile allargamento delle zone e degli Stati coinvolti nelle operazioni belliche sono evidenti segnali di una crisi geopolitica che genera forti ricadute anche sul settore ...

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«La guerra in Ucraina e in Medio oriente; le quotidiane minacce di un possibile allargamento delle zone e degli Stati coinvolti nelle operazioni belliche sono evidenti segnali di una crisi geopolitica che genera forti ricadute anche sul settore economico». Lo afferma, in una nota, il presidente di Confagricoltura Remo Parenti.

«L’agricoltura – spiega Parenti – vive questa pericolosa contingenza appesantita oltretutto da criticità strutturali, alcune vecchie di anni, altre più recenti. Costante calo del valore aggiunto, passato dal 17% del 2010 al 13% delle ultime rilevazioni, prezzi dei maggiori prodotti agricoli scesi anche del 45% rispetto al periodo 21/22, cambiamento climatico drammaticamente in accelerazione che colpisce la produttività dei campi, cinghiali fuori controllo, politiche comunitarie ormai dichiaratamente contro gli agricoltori e anche gli ultimi provvedimenti del nostro governo colpiscono l’agricoltura con la reintroduzione e l’ aumento delle tasse sui redditi agrari e dominicali. Da un ministro e da un governo che, a quanto pare, dovrebbero avere come obiettivo il raggiungimento della sovranità alimentare nazionale, gli agricoltori si aspettavano decisamente molto di più. E molto di più deve essere fatto se vogliamo invertire la tendenza, se vogliamo evitare che quello che sta succedendo in Germania, Olanda, Polonia, Francia e in altri Paesi europei, con migliaia di trattori sulle strade e autostrade, non diventi una situazione ricorrente in Italia. Ammesso che non sia già troppo tardi», afferma il presidente di Confagricoltura. «Risorse che dovevano andare a sviluppare il settore agricolo sono state dirottate per altri scopi, nessuno ci tutela dagli attacchi di pseudo ambientalisti al soldo di chi ha interesse a eliminarci. Nessuna politica agricola, fortemente richiesta – sottolinea Parenti -, è stata nemmeno programmata e si va avanti con grande confusione della quale approfittano coloro che vogliono speculare sulle nostre terre. Immondizie di vario genere, anche nucleare, rinnovabili a misura di mostro invece che di uomo, daranno presto un ulteriore colpo al nostro specifico territorio viterbese. Gli agricoltori si mobilitano, è inevitabile che accada, la corda a furia di essere tirata finisce per rompersi, c’è solo da capire l’intensità di questa protesta, la sua durata e le sue modalità. Confagricoltura Viterbo-Rieti sarà al fianco di coloro che manifesteranno testimoniando cosi la realtà, ormai insostenibile, che ogni azienda di qualsiasi comparto agricolo sta vivendo. Auspica che le sacrosante rivendicazioni e manifestazioni vengano effettuate civilmente evitando che la rabbia di molti di noi sia sfogata in modo incontrollato. Auspica soprattutto che chi di dovere, dopo tante promesse, si decida infine a fare quello che da troppo tempo gli agricoltori stanno aspettando. E il tempo delle attese e delle speranze è ormai esaurito, così come quello della nostra pazienza», conclude Parenti.

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