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Discoteche di Viterbo, chiusura posticipata alle 5

Discoteche di Viterbo, chiusura posticipata alle 5

La sindaca Frontini ha firmato l’ordinanza che sarà valida per 6 mesi

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Un periodo sperimentale di 6 mesi per concedere agli esercenti dei locali notturni di Viterbo la facoltà di derogare di un’ora la chiusura dalle 4 alle 5 del mattino il venerdì, sabato e prefestivi. La sindaca ha firmato in settimana l’ordinanza. E’ questo l’esito della serie di incontri tra amministrazione comunale di Viterbo e rappresentanze dei locali notturni, in particolare l’ultima del 6 ottobre 2023 tra Palazzo dei Priori e Silp Fipe, che ha sbloccato una situazione di stallo che si protraeva da mesi e mesi.

Da una parte c’erano le richieste degli esercenti dei locali notturni, vessati da oltre due anni di stop e microattività che non permetteva di rilanciare un settore tra i più colpiti dalla pandemia, dall’altra il Comune, attento a compendiare “gli interessi del privato con quelli più generali del cittadino, il mantenimento della sicurezza pubblica e della quiete e la valorizzazione economica delle imprese commerciali”.

L’ordinanza sindacale del Comune di Viterbo è il punto d’arrivo di un intenso confronto anche con le associazioni di categoria del commercio e che, nella sperimentazione di nuovi orari di apertura, ha avuto il modus operandi dell’amministrazione Frontini. La scelta di prolungare di un’ora l’apertura di discoteche e locali notturni deriva anche “dal fatto le attività simili presenti nella provincia di Viterbo osservano l’orario di chiusura suddetto” e che, quindi, imponendo la chiusura alle 4 e non alle 5, il venerdì, sabato e prefestivi, si sarebbe creata una difformità tra Viterbo ed altri Comuni della Tuscia. L’ordinanza ha inoltre previsto che “la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dovrà comunque terminare 30 minuti prima della chiusura del locale”. Nella stessa ordinanza del Comune di Viterbo si esplicita chiaramente che la sperimentazione sarà analizzata in base ai risultati finali perché l’amministrazione “ha comunque iniziato un percorso di ascolto e approfondimento della tematica sollecitata anche dalle organizzazioni delle categorie produttive”. In sintesi l’amministrazione Frontini vuole testare il prolungamento di un’ora degli orari dei locali viterbesi per permettere una ripresa economica degli stessi ma mantenendo saldo il principio del rispetto dei diritti di chi vuole la quiete pubblica. A Viterbo tutto ciò non è stato mai facile e, se l’attuale maggioranza ci riuscirà, sarà certamente un punto a suo favore nel proseguo della gestione cittadina.


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