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Polizia, ecco la storia della motorizzazione

Polizia, ecco la storia della motorizzazione

FABRICA DI ROMA- Si è svolta la presentazione del nuovo libro “All’inseguimento dei malfattori: storia della motorizzazione della polizia italiana”, condottoall’interno del centro storico di Fabrica di Roma, nell’edificio che attualmente ...

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FABRICA DI ROMA- Si è svolta la presentazione del nuovo libro “All’inseguimento dei malfattori: storia della motorizzazione della polizia italiana”, condottoall’interno del centro storico di Fabrica di Roma, nell’edificio che attualmente ospita la biblioteca comunale. Un evento singolare, organizzato proprio dall’associazione nazionale polizia di stato (Anps), e si è svolto tra le 18 e le 19, in una presentazione avvincente da parte dell’autore, Paolo Massotti. Per l’occasione, le forze dell’ordine hanno reperito e messo in mostra sul posto, alcune auto della polizia molto particolari: l’Alfa Romeo 1.900 Pantera, una auto leggendaria, largamente usata negli anni 50 dalla pubblica sicurezza, affiancata dalle nuovissime “Giulia” della Jeep Renegade e la Bmw della Polizia stradale, in una sorta di confronto tra il vecchio e il nuovo. L’evento è stato aperto dal sindaco di Fabrica, Claudio Ricci, e dal questore di Viterbo, Fausto Vinci, che si è congratulato con la sede Anps di Fabrica per il suo impegno, nonché i numerosissimi progetti, per poi proseguire con la presentazione sul nuovo scrtto, da parte dell’autore, Massotti. Alla presentazione hanno partecipato, in particolare, molti enti della polizia di stato, che hanno lavorato, e lavorano tutt’ora, al fianco della sezione di Fabrica: Alessandro Fanano e Giovanni Taglialatela, sostituto Commissario e Vice ispettore della PolFer Orte, che si occupano in particolare del progetto “Train…to be cool” insieme ai ragazzi; il Dr. David Michelazzo, Commissario Capo della Polizia stradale di Viterbo, che da sempre fa lezioni nelle scuole a proposito della sicurezza stradale; Luigi Cencelli, sovrintendente della Polizia Stradale Monterosi. Il libro “All’inseguimento dei malfattori” è stato scritto, inoltre, in collaborazione con il commissario Giulio Quintavalli, l’ispettore Fabio Ruffini e l’assistente capo coordinatore Marco Cavicchia, tutti facenti parte dell’Ufficio storico, che hanno in gran parte indirizzato l’autore durante la stesura. La presentazione ha interessato, per una discreta parte, anche i numerosi caduti in servizio, che hanno perso la vita a bordo delle vetture della Polizia. Oltre alle approfondite spiegazioni sui mezzi della pubblica sicurezza, l’autore ha dato spazio anche a chicche e curiosità riguardanti particolari mezzi o avvenimenti che li hanno coinvolti: ad esempio il susseguirsi dei vari colori per le auto, le autoidranti degli anni 50, della “pantera rosa” della polizia, Tramontin, la gondola della polizia, l’insegnate investito dalla “ferrari” della polizia, nella sua “600”, e la leggendaria vicenda della macchina della polizia incastrata nella scalinata di Trinità dei monti, vicenda avvenuta a causa di un inseguimento, in prossimità di piazza di spagna (entrambi miti smentiti, ancora una volta, proprio dall’autore stesso).

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