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Appalto pulizie in porto, Usb rincara la dose

Appalto pulizie in porto, Usb rincara la dose

CIVITAVECCHIA – Dopo l’allarme lanciato da Ugl in merito alle criticità nella gestione dell’appalto per le pulizie in porto, è l’Usb a rincarare la dose. «Ciò che sta avvenendo in questi giorni non può assolutamente passare sotto ...

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CIVITAVECCHIA – Dopo l’allarme lanciato da Ugl in merito alle criticità nella gestione dell’appalto per le pulizie in porto, è l’Usb a rincarare la dose.

«Ciò che sta avvenendo in questi giorni non può assolutamente passare sotto silenzio – hanno tuonato – poco dopo essersi aggiudicata la gara a parità di condizioni con l’appalto precedente e aver assorbito tutto il personale, il Consorzio Stabile CMF ha immediatamente cominciato a manifestare insofferenza rispetto alla scarsa economicità dei servizi previsti, arrivando addirittura ad ipotizzare un presunto esubero orario nella cosiddetta bassa stagione. Tutto ciò al fine dichiarato di ottenere un accordo in tema di banca-ore. Una situazione quantomeno inedita visto che nessuna delle aziende in servizio prima della CMF ha mai denunciato in passato tale criticità e che, paradossalmente, nei mesi scorsi, l’organico del consorzio si è addirittura ridotto di 5 unità a causa del pensionamento di alcuni dipendenti. Fatto sta che pochi giorni fa diversi dipendenti part-time di CMF si sono visti recapitare a casa una lettera in cui si annunciava un pesante taglio delle ore settimanali già a partire dal prossimo 1° febbraio: un’iniziativa non solo discutibile sul piano sindacale, ma a nostro avviso illegittima anche dal punto di vista contrattuale e della vigente disciplina in materia di lavoro part-time. Occorre infatti rammentare che per questa tipologia di contratti di lavoro è assolutamente vietato per legge imporre una modifica degli orari di lavoro, per lo meno senza che vi sia un esplicito consenso del lavoratore. Chiarito tutto questo – hanno aggiunto da Usb – non crediamo affatto che le motivazioni esposte da CMF abbiano un effettivo riscontro, ovvero che imporre orari così “elastici” per aumentare al massimo la produttività e la presenza nei mesi estivi risponda a reali esigenze di servizio. Senza mezzi termini, pare piuttosto che con questa disposizione l’azienda abbia solamente intenzione di aumentare i propri margini di profitto. Di fronte a questa incresciosa situazione non intendiamo chinare la testa. Riteniamo invece che l’Autorità di Sistema Portuale, in qualità di committente – hanno concluso – debba convocare con urgenza le organizzazioni sindacali al fine di riportare l’azienda in carreggiata scongiurando così sul nascere un possibile inasprimento della vertenza».


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