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Via XVI Settembre, partiti i lavori

Via XVI Settembre, partiti i lavori

Avviata la prima fase di “strip out”. Dialogo costante con l’amministrazione. Il commissario Ater Fasoli: «Intervento delicato che tratteremo con tutta l’attenzione che merita»

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CIVITAVECCHIA – Sono finalmente partiti i lavori di demolizione degli stabili di via XVI Settembre anche se si tratta di una prima fase iniziale di “strip out” in attesa di risolvere le criticità che impediscono di procedere speditamente con il grosso dell’intervento. Nello specifico, come già anticipato, si tratta delle pompe di benzina e del chiosco che insistono a ridosso del palazzo, per non parlare del fatto che si tratta di un’area delicata dal punto di vista della viabilità.

Insomma un intervento da prendere con le pinze e proprio per questo, come ha spiegato il commissario dell’Ater Massimiliano Fasoli, «siamo in continuo contatto con l’amministrazione comunale con cui stiamo dialogando per valutare alcune ipotesi che si potrebbero mettere in campo. Abbiamo anche fatto una riunione con i tecnici e l’impresa per chiedere una fasizzazione dell’intervento, un cronoprogramma dettagliato per poterci muovere con tutta l’attenzione e la delicatezza che questo importante intervento merita». L’intenzione dell’Ater è quella di procedere per step in modo da arrivare agevolmente alle varie fasi dell’intervento, considerando anche che i tempi stringono e ci sono circa 2 anni. «È un intervento delicato – ha detto Fasoli – e va trattato come tale». Proseguono anche gli interventi di Pnrr sugli stabili di via Guido Baccelli. L’Ater sta anche portando a termine le fasi del Fotovoltaico mentre sono in via di ultimazione anche gli interventi sugli immobili di Tolfa.

Insomma sono settimane di lavoro frenetico per gli uffici di via Don Milani che stanno lavorando a 360 gradi per quella ristrutturazione e per il conseguente rilancio dell’ente che il nuovo commissario sta cercando. Nei prossimi sei mesi arriverà anche il piano di sviluppo. «Stiamo rimodulando il progetto del Pinqua – ha concluso Fasoli – che sarà molto più limitato rispetto all’ipotesi iniziale un po’ troppo aleatoria».

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