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«Bene il ricorso contro la Cnai, dal Governo Meloni una soluzione puntuale nel Dl Energia»

«Bene il ricorso contro la Cnai, dal Governo Meloni una soluzione puntuale nel Dl Energia»

Fdi Tarquinia al fianco dell’azione del sindaco Giulivi. Si aggiungono altri Comuni

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TARQUINIA – Bene il ricorso contro la Cnai. Il partito di Fratelli d’Italia di Tarquinia si schiera al fianco dell’azione intrapresa dal sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi per difendere il territorio dalla minaccia di un possibile deposito nazionale di scorie radioattive sul territorio.

“Non possiamo che giudicare positivamente l’impegno del sindaco Alessandro Giulivi a battersi contro la Carta nazionale delle aree idonee redatta dalla Sogin – affermano da Fratelli d’Italia – nella quale figura anche il comune di Tarquinia come zona candidata ad accogliere il deposito di scorie nucleari. Il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del documento è un atto dovuto nei confronti della città, del suo patrimonio naturale e delle sue peculiarità ambientali».

«Riteniamo doveroso agire per tutelare il territorio tarquiniese da un’ipotesi che non ha visto nessuna consultazione popolari e nessun confronto con i cittadini – aggiungono dal partito della premier Giorgia Meloni – Vogliamo anche sottolineare che non c’è mai stato un ascolto delle osservazioni presentate dagli enti locali, rimaste lettera morta. Il nostro comune vanta eccellenze nel settore agricolo e turistico, oltre a quelle ambientali che sono riconosciute da anni. Queste risorse contribuiscono al benessere economico e sociale dei cittadini e non possono correre il rischio di venire inficiate da una decisione calata dall’alto sulla quale anche un pool di esperti ha sollevato dubbi di natura tecnica. In questo senso consideriamo ottimo l’intervento del governo Meloni e del Parlamento nel Dl Energia, nel quale è previsto che, attraverso una nuova carta delle aree autocandidate, siano poste le condizioni per far sì che la scelta del sito non sia imposta ma anzi risponda a specifiche richieste delle comunità territoriali interessate. Su questo tema Fratelli d’Italia, non solo a Tarquinia ma in tutta la provincia di Viterbo, ha deciso di lottare affinché le istanze delle comunità interessate vengano ascoltate. Confidiamo pienamente nelle capacità dell’avvocato Noemi Tsuno, incaricata dal Comune di Tarquinia a presentare ricorso contro le pubblicazioni Sogin”.

ALTRI COMUNI PRONTI A FARE RICORSO AL TAR Intanto dicono “No al deposito scorie radioattive nella Tuscia” anche altri Comuni che si dichiarano pronti a fare ricorso al Tar del Lazio. Un’assemblea popolare si terrà il primo febbraio al teatro Comunale Lea Padovani di Montalto di Castro, con la partecipazione di sindaci, esperti e comitati. Contro la mappa della Sogin si schierano anche Montalto di Castro, Arlena di Castro, Ischia di Castro, Piansano, Tessennano, Canino, Tuscania e Cellere in difesa del territorio e della salute dei cittadini. Con una propria delibera di giunta andranno a presentare ricorso al Tar Lazio contro l’inserimento delle zone interessate nella proposta di Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) per la realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del parco tecnologico. I Comuni ritengono che «tale scelta sia illegittima, irragionevole e lesiva degli interessi della comunità locale, in quanto non tiene conto delle caratteristiche geologiche, ambientali, economiche e sociali del territorio, che lo rendono incompatibile con la realizzazione di un’opera di tale impatto e rischio». Osservazioni che sono state presentate da tecnici e geologi in fase di consultazione pubblica nel gennaio 2021, ma che non sono state recepite dalla Sogin che ha comunque inserito nell’elenco definitivo della Carta nazionale 21 aree nella Tuscia. «Con questo nuovo ricorso – dichiarano i sindaci – andiamo di nuovo a confermare la contrarietà a quest’opera. Il nostro territorio, che ha già ampiamente pagato il proprio debito energetico verso il paese, non può essere ulteriormente compromesso da un progetto così devastante, che comporterebbe gravi conseguenze per la salute dei cittadini, per l’ambiente, per l’agricoltura, per il turismo e per lo sviluppo economico e sociale della nostra comunità. Siamo consapevoli che questa battaglia sarà lunga e difficile – concludono i sindaci- ma siamo determinati a portarla avanti con tutte le nostre forze e con il sostegno di associazioni, comitati e cittadini che ringraziamo per il grande contributo che stanno portando avanti insieme agli enti locali. Non ci arrenderemo e non ci lasceremo intimidire da chi vuole imporci una scelta che non condividiamo e che non accettiamo». Il primo febbraio, alle ore 18, presso il teatro Comunale Lea Padovani, l’amministrazione comunale di Montalto di Castro ha organizzato un’assemblea popolare sull’opposizione al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi nella Tuscia. All’incontro sarà presente il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il sindaco di Montalto Emanuela Socciarelli, il sindaco di Canino Giuseppe Cesetti e altri sindaci del territorio. L’incontro è volto a fare chiarezza sui rischi economici, ambientali e di salute che tale opera potrebbe causare. Saranno inoltre presenti i comitati che si sono formati negli ultimi tre anni contro la realizzazione dell’impianto. Interverranno come relatori Marzia Marzoli, presidente di Italia Nostra – Sezione Etruria; Rodolfo Ridolfi, presidente del comitato per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia; Francesco Rosi, avvocato cassazionista del Foro di Roma; Prof. Angelo di Giorgio, ordinario di Chirurgia oncologica. Condurrà l’incontro Carlo Falzetti, presidente del Comitato Montalto Futura.

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