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Tarquinia, «Locandine con satira politica pesante»: denuncia pubblica di Martina Tosoni che si rivolge alle autorità competenti

Tarquinia, «Locandine con satira politica pesante»: denuncia pubblica di Martina Tosoni che si rivolge alle autorità competenti

La ex assessora: «Campagna elettorale di livello bassissimo. Sono vicina alle donne»

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TARQUINIA – Una campagna elettorale che già si preannuncia al vetriolo. In gioco del resto c’è la guida della città di Tarquinia per i prossimi cinque anni e la sfida sembra giocarsi tutta in seno al centrodestra. I primi segnali non promettono bene, con attacchi su tutti i fronti. Tra i primi bersagli di locandine diffuse sui social da un anonimo “Burlone editore” ci sono gli “showman della sinistra”, ma anche “un centrodestra allo sbando”. Il bersaglio più discusso è però l’ex assessora Martina Tosoni, trasformata in indiana a cavallo in una satira che la diretta interessata definisce «satira politica molto pesante».

«Sono state diffuse in queste ore delle locandine di “satira” politica molto pesanti nei miei confronti e non solo, e mi corre l’obbligo di denunciare pubblicamente e nelle sedi competenti l’accaduto – spiega Martina Tosoni – Magari fosse così facile fare satira, prendendo immagini e appiccicare facce sopra a caso, senza pensare a contenuti e messaggi. Le immagini divulgate sui social e in vari gruppi veicolano un messaggio che indica un inizio di campagna elettorale dal livello bassissimo – commenta Martina Tosoni – in cui noi donne rimaniamo ai margini della politica, subordinate a ruoli di dipendenza. Disegnata così la politica tarquiniese sembra un affare solo al maschile, lontana da quell’idea inclusiva e paritaria che in questi anni noi donne tarquiniesi abbiamo costruito, ricoprendo ruoli di primo ordine mai ricoperti prima in questa città, come da me il vicesindaco durante la giunta di Pietro Mencarini, il primo vicesindaco donna della storia di questa città o della stessa Federica Guiducci alla presidenza del consiglio a cui va la mia solidarietà, come a tutte le donne coinvolte nelle immagini e nella prossima tornata elettorale. Vorrei inoltre chiarire al misogino Burlone editore (così si firma) che mi disegna come un’indiana catturata dallo sceriffo che forse non mi conosce bene, perché io a cavallo ci vado da sola da quando ho 3 anni, come del resto tutte le donne della mia famiglia e tante donne tarquiniesi perché così ci è stato insegnato fin da piccole. Siamo donne, forza e coraggio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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