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Università Agraria Tarquinia: si chiude l’amministrazione Tosoni

Università Agraria Tarquinia: si chiude l’amministrazione Tosoni

TARQUINIA - Nuovo colpo di scena all’Università Agraria di Tarquinia. Oggi giornata di fuoco in via Garibaldi. Prima il vice presidente e assessore Alessandro Sacripanti che ha rassegnato le dimissioni, annunciando di voler rimanere ad occupare ...

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TARQUINIA – Nuovo colpo di scena all’Università Agraria di Tarquinia. Oggi giornata di fuoco in via Garibaldi. Prima il vice presidente e assessore Alessandro Sacripanti che ha rassegnato le dimissioni, annunciando di voler rimanere ad occupare il ruolo di consigliere. Poi, in serata, l’annuncio del presidente dimissionario Alberto Tosoni che lascia definitivamente la guida dell’ente e si congeda anticipando la scadenza del 30 gennaio e segnando di fatto una spaccatura insanabile nel centrodestra cittadino.

Il dimissionario Sacripanti all’inizio della giornata ha parlato di «situazione grigia» in seno alla maggioranza e di divergenze sopraggiunte con il presidente Tosoni. «Ho comunicato formalmente all’ente le mie dimissioni da vicepresidente e assessore dell’Università Agraria di Tarquinia – diceva ieri mattina Sacripanti – Una decisione sofferta ma dovuta, vista la situazione grigia che si è venuta a creare in questo ultimo periodo all’Università Agraria di Tarquinia. Rimango comunque consigliere nel mio gruppo consiliare “Agraria Tricolore” nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini». Ignaro di quello che sarebbe poi accaduto di lì a poche ore, Sacripanti proseguiva dicendo: «Cercherò nel modo che mi contraddistingue, di lavorare senza riserve per il bene della comunità. Allo stesso modo, saluto il presidente Alberto Tosoni con il quale non siamo più riusciti a tenere lo stesso profilo con cui abbiamo iniziato il nostro percorso all’Università Agraria. Nel ruolo importante di consigliere sarò attento come sempre affinché la vita amministrativa dell’ente sia portata avanti con serietà e professionalità, portando il mio contributo per la nostra città».

La parola fine l’ha messa il presidente dimissionario Tosoni: «Allo scadere dei giorni previsti dallo Statuto, le mie dimissioni da presidente diverranno efficaci ed il vicepresidente dell’ente, che sarà al di sopra delle parti, e libero da condizionamenti, avrà il dovere di indire le elezioni. Dimissioni che ho presentato con dispiacere, maturate dalla consapevole impossibilità di poter continuare il percorso amministrativo con certezza, senza ingerenze e secondo i miei principi, una decisione per me dolorosa ma motivata dall’atteggiamento di quattro consiglieri di maggioranza che hanno di fatto disertato le ultime sedute consiliari, inficiandole ed ostacolandole nonostante l’importanza degli argomenti».

«Tra loro – prosegue Tosoni – anche il presidente del consiglio, ben schierato e poco attento al ruolo istituzionale conferitogli anche da quei consiglieri chiamati dallo stesso alla conferma della presenza in consiglio, evidentemente solo per verificarne la conta per poi disertarla. Mi è stato dunque recapitato con tali comportamenti assunti da questi consiglieri un messaggio muto, improvviso ma chiaro ed inequivocabile, anche nelle tempistiche, manifestatosi esclusivamente alla sola composizione della giunta. Un segnale, avanzato per loro tramite, dalle forze politiche di neo appartenenza che non condivido, specie nei modi in cui si è palesato. Ciò ha rappresentato una sorta di imposizione combinata alla quale non sono capace di dare seguito, nonostante l’attaccamento sincero che ho per l’ente».

Quindi l’epilogo: «La mia fiducia e non solo la mia – afferma Tosoni – purtroppo è stata improvvisamente disattesa e ciò non si può facilmente ricucire in un ambito così importante, una nuova situazione che non mi fa più credere in una prosecuzione condivisa di un percorso comune. Tutelo e difendo con orgoglio questa giunta e la sua composizione fatta di persone che hanno lavorato da subito con impegno e dedizione unanime, supportandomi in una amministrazione difficile e condizionata, deliberando con me anche scelte spesso coraggiose a servizio dell’ente. Un esecutivo che non ritengo meritevole di quei rimpasti e rimpiazzi richiesti a seguito di quei confronti che ho ritenuto avviare con tutte le forze politiche nel solo intento di verificare la consistenza del malessere politico dimostrato. Richieste legittime che però fatico a condividere, in particolare quelle di Forza Italia, forse poco informata sulle precedenti posizioni politiche di alcuni suoi eletti e lontana da quella che supportò per prima la mia candidatura. Così come sono altrettanto fiero dell’impegno profuso di tutti quei consiglieri che hanno lavorato davvero tanto su più fronti diffondendo al meglio il nome dell’ente ovunque e dovunque, e sono davvero immensamente grato a quei consiglieri rilevatesi spalle leali e competenti su cui mi sono appoggiato da sempre in questa breve ma intensa amministrazione. Un vero onore per me aver condiviso questa esperienza dentro l’Agraria con loro, ma con rammarico mi è impossibile proseguire oltre e le mie dimissioni sono solo l’ultimo atto di un forte rispetto per l’ente che necessita celermente di una squadra coesa ed interessata solo ad esso. Mi dimetto senza acredine nei confronti di nessuno e questo sia chiaro da subito, anche se mi rimane molto difficile comprendere e condividere le posizioni assunte. Chiudo con questa amministrazione e sono certo che con un impegno maggiore di tutti e con una visione meno personale e più consapevole dei reali bisogni dell’Università Agraria si sarebbero potute risolvere tante e diverse problematiche. Ringrazio tutti i consiglieri, istituzioni, dipendenti, collaboratori e tutte quelle persone che a vario titolo e nell’ambito dei tanti ruoli ricoperti mi hanno sostenuto in questa amministrazione, ma soprattutto ringrazio tutti i cittadini ai quali assicuro che ho dato tutto me stesso per onorare al meglio il mandato di presidente».

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