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«La sicurezza non c’è, per questo siamo in piazza»

«La sicurezza non c’è, per questo siamo in piazza»

CERVETERI - «Siamo scesi in piazza perché in questo territorio non c’è sicurezza». Si chiama proprio “Fiaccolata per la sicurezza e la legalità” il corteo di ieri pomeriggio partito da via Renato Pastore lungo le strade di Cerenova e ...

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CERVETERI – «Siamo scesi in piazza perché in questo territorio non c’è sicurezza». Si chiama proprio “Fiaccolata per la sicurezza e la legalità” il corteo di ieri pomeriggio partito da via Renato Pastore lungo le strade di Cerenova e Campo di Mare, frazioni cerveterane bersagliate da furti e borseggi nell’ultimo periodo. E a puntualizzarlo è Alessio Catoni del comitato cittadino promotore del sit in. Centinaia di persone hanno aderito stufe di attendere risposte manifestando civilmente con striscioni e slogan. Fiaccolata comunque presidiata dagli agenti della polizia locale di Cerveteri, del commissariato di polizia di Ladispoli e carabinieri della stazione locale di Campo di Mare. «Da troppo tempo – spiega Catoni – perché la gente ha paura persino nelle rispettive abitazioni subendo le scorribande dei furfanti. Stesso discorso per le attività commerciali. Pretendiamo una maggiore attenzione e più controlli da parte delle forze dell’ordine, che comunque in questi giorni hanno aumentato la loro presenza». Accuse rivolte all’amministrazione comunale di Cerveteri. «Questa Giunta – prosegue Catoni – è completamente assente e lontana dalle esigenze della popolazione». Fratelli d’Italia ha appoggiato questa iniziativa con il presidente del circolo Litorale del Lazio Riccardo Marinelli. «Ha segnalato in una nota al prefetto – evidenzia il senatore Andrea De Priamo – la necessità di attenzione visto il fenomeno dei furti nella zona. Il governo Meloni, anche con il rafforzamento delle operazione strade sicure, sta svolgendo un grande lavoro sul tema sicurezza ed è giusto essere al fianco dei cittadini che si attivano per la riqualificazione di un’area metropolitana per anni trascurata dalle istituzioni». Assenti gli esponenti del comune etrusco e anche i rappresentanti dell’opposizione.

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