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Strappato lungo i bordi del cuore

Perché il romanticismo può essere una ricetta per il cuore spezzato:100 e 1 validi motivi per non credere nell'amore

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Nella vita, tutti i giorni facciamo infinite cose incredibilmente diverse tra loro, ci alziamo la mattina, andiamo chi a scuola, chi a lavoro, mangiamo, parliamo, riflettiamo, sorridiamo, piangiamo, lottiamo e corriamo, rincorriamo la nostra vita prima che lei rincorra noi. Nella vita, le cose vanno prese sul serio… ma mi chiedo, se poi queste cose a forza di prenderle sul serio le prendessimo troppo sul serio? So che probabilmente non avrete capito dove voglio andare a parare quindi sarò più esplicito e cercherò di essere un po’ più chiaro. Se è vero che la nostra vita è basata sulle conseguenze delle nostre azioni e molto spesso non va come vorremmo perché magari siamo stati incostanti, svogliati o abbiamo vissuto in maniera imprecisa, superficiale, incurante e pressappochista, teoricamente se noi facessimo tutto in maniera impeccabile, linda e pinta, la nostra vita dovrebbe filare liscia come l’olio e tutto il mondo, gli astri e pure le stelle dovrebbero stare dalla nostra parte. Non è forse così? Ma io mi chiedo, se questo “fare bene” ci portasse l’esatto opposto? Se noi a furia di far bene ci ritrovassimo peggio di prima? Tra tutte le tematiche in cui questo criterio di valutazione può avere un senso penso che la principale – nonché mia prediletta – sia l’amore.

È possibile credere nell’amore? La cosa è ovviamente soggettiva e quanto più personale ma vorrei argomentare questo tema con voi nel Ninnarello di oggi, ponendovi se vorrete la mia idea sulla questione.

Amóre s. m. [lat. amor -oris, affine ad amare]. – 1. Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia. Che sia presente sul vocabolario della lingua italiana vuol dire che lessicalmente esiste, ma ciò implica che esista anche nella vita reale? Sicuramente amore è una parola, ma a parole è possibile amare? Tornando ad un discorso più improntato sul termine, la parola ha un’etimologia interessante. Quella che usiamo in italiano deriva dal latino amor ma questa risale a molto più indietro, al sanscrito kama, che vuol dire desiderio, passione. E amare che discende dalla stessa radice indoeuropea ka, significa desiderare in maniera viscerale.

Quindi l’amore è desiderio. Intorno a questo termine antichissimo però c’è dell’incredibile, come d’altronde non ci si può non aspettare da una parola importante come amore: ha plurimi significati, tutti diversi tra loro (e non parlo solo di quelli che possiamo trovare sul vocabolario, no) e a questi tanti significati si possono attribuire molteplici sinonimi. Amore, affetto, desiderio, fiducia, perdono, sacrificio, l’amore è tutto questo e anche di più. Ma l’amore è utopia.

Amore… non è altro che unimento spirituale de l’anima e de la cosa amata scriveva il sommo poeta, probabilmente in riferimento a qualcosa che per forza di cose, come molte delle vicende o dei personaggi trattati nella Divina Commedia, era idealizzata per la scrittura del componimento poetico. Ma cosa pensava realmente Dante dell’amore? Quel che è certo è che sicuramente aveva una concezione diversa dalla nostra data dal suo tempo. Amore, secondo la concezione del Dolce Stil Novo significa elevazione, è un sentimento che porta a migliorare se stessi, è “L’Amor, ch`al cor gentil ratto s’apprende” di cui parla Francesca, un amore imbevuto di letteratura cortese, strettamente legato alla morte, in grado di coinvolgere ed emozionare profondamente Dante a livello personale.

Probabilmente quel che chiamano amore con la A maiuscola esisterà pur da qualche parte (mai vista né sentita traccia) forse da cercare bussola alla mano, forse da trovare con la mappa del tesoro. Anche se, detto tra noi, sto iniziando a credere che sia più possibile trovare il tesoro dei pirati. Magari è vicino, così tanto vicino a noi che nemmeno ce ne accorgiamo, lo abbiamo in tasca, lo teniamo per mano, lo vediamo ogni giorno, guardandolo dritto negli occhi, ma rimanendo cechi.

L’amore secondo il mio modesto parere è come un fiore: fresco, luminoso, candido, bello, ma che dopo qualche giorno inizia a perdere petali, raggrinzisce, appassisce e muore. È una danza, lenta, sensuale e violenta, tinta di rosso come una rosa tra le più belle, come il fuoco che arde. L’amore è un tango spassionato ed eterno, stanco ma che malgrado sia affaticato continua a ballare inesorabilmente attendendo di conoscere sua sorte.

L’amore, un sentimento che ha ispirato poeti, scrittori e artisti attraverso i secoli, è spesso considerato un elemento positivo nella vita umana. Tuttavia, c’è un lato oscuro che mi spinge a riflettere sulla pericolosità intrinseca di questo emozionante, e talvolta travolgente, aspetto delle relazioni umane.

L’amore è un’esperienza a doppio taglio, una forza potente che può portare gioia e felicità, ma allo stesso tempo, può innescare dolore e sofferenza. Il legame emotivo che si sviluppa tra due individui può diventare una catena, legando le persone in modi che sfuggono al loro controllo. L’incapacità di gestire questa connessione profonda può portare a conflitti, gelosie e persino a comportamenti distruttivi.

L’amore può essere pericoloso perché spesso confonde il nostro giudizio razionale. Quando siamo innamorati, tendiamo a vedere l’oggetto del nostro affetto attraverso una lente rosea, ignorando difetti evidenti o comportamenti nocivi. Questa cecità emotiva può portare a decisioni irrazionali e a scelte che mettono a rischio il nostro benessere.

È un sentimento letale che può trasformarsi in un’ossessione. Il desiderio di possedere completamente l’altro può portare a un attaccamento eccessivo, limitando la libertà individuale e creando un ambiente potenzialmente tossico. La gelosia e il controllo diventano spesso compagni dell’amore mal gestito, portando a dinamiche relazionali pericolose.

Il lato passionale dell’amore può trasformarsi in una forza distruttiva quando le emozioni sono mal canalizzate. La gelosia e l’ira, alimentate dalla passione amorosa, possono sfociare in comportamenti violenti e pericolosi. I crimini passionale sono un triste esempio di come l’amore può precipitare in territori oscuri, causando danni irreparabili.

Non possiamo ignorare nemmeno il rischio di dipendenza emotiva che l’amore può portare con sé. Quando diventiamo dipendenti dall’approvazione e dall’affetto dell’altro, mettiamo a repentaglio la nostra autonomia e la nostra stabilità emotiva. La fine di una relazione può scatenare una crisi profonda per chi è dipendente, portando a problemi di salute mentale e a un senso di vuoto interiore.

L’amore è infimo, crudele, anche se raggiunge il suo apice in un momento specifico che prima o poi colpisce tutti gli amori, anche i più profondi. La parte più pericolosa e subdola dell’amore è la fine. La perdita. La paura di perdere l’oggetto amato può generare ansia e stress, minando la nostra capacità di godere appieno della relazione stessa. La perdita di una relazione può causare dolore profondo, lasciando cicatrici emotive che richiedono tempo e sforzo per guarire.

La fine di una relazione può portare un’ondata di emozioni intense e travolgenti. Sembra di essere nel bel mezzo di una tempesta, con fulmini che ti colpiscono in ogni direzione. E poi arriva il dolore, quello infinito, che ti fa chiedere se scomparirà mai.

Perdita, sofferenza, mal di cuore, sono tutti elementi che vanno di pari passo con la fine di una relazione. È come una ferita nel cuore che si rifiuta di guarire. Ti senti come in un pozzo di disperazione senza fine, dove le pareti si chiudono su di te. Non riesci a respirare, non riesci a pensare, non puoi fare altro che sentire l’agonia di ciò che hai perso.

È un inverno che non finisce mai, dove il terreno è ghiacciato e non cresce nulla, se non la propria disperazione. È come cadere in un abisso, senza luce né speranza a guidarti. Ti senti come se stessi annegando, lottando per tenere la testa fuori dall’acqua, ma le onde continuano ad abbattersi su di te.

È come camminare in un campo di vetri rotti – un po’ come il proprio cuore – dove ogni passo fa male, sempre più male e ogni minimo movimento porta altro dolore. Ti senti in frantumi, come se il tuo cuore fosse in mille pezzi e, per quanto ti sforzi, non riesci a rimetterlo insieme.

È come una melodia ossessionante che continua a suonare nella tua testa, un promemoria di ciò che hai perso, un promemoria di ciò che avrebbe potuto essere. Ti senti come bloccato, come se fossi intrappolato in un loop senza fine, dove tutto ti ricorda il dolore che stai provando.

Ma alla fine la tempesta passerà e il sole tornerà a splendere, forse. La ferita nel tuo cuore guarirà e il dolore svanirà. È un processo lento e doloroso, ma ne vale la pena. Perché alla fine risorgerai, più forte di prima.

E forse, solo forse, troverai qualcuno che ti aiuterà a guarire il cuore e a riempire il vuoto che hai lasciato. Qualcuno che ti farà capire che ne è valsa la pena, che il dolore che hai provato era solo un trampolino di lancio verso qualcosa di meglio.

Che poi, la fine di una relazione non è la fine della tua storia. È solo l’inizio di un nuovo capitolo, una nuova avventura, una nuova possibilità di trovare la felicità. Quindi tieni la testa alta e continua ad andare avanti. Il meglio deve ancora venire.

Per quanto odi ammetterlo, non credo nell’amore. Non è che non ci abbia provato, ho avuto delle relazioni e ho pensato di essere innamorato, ma sono sempre finite con un colpo di fulmine e una delusione.

L’amore ci viene presentato come un’esperienza da favola in cui tutto va al suo posto e il “vissero per sempre felici e contenti” è garantito. Ma purtroppo non siamo in una favola dove la principessa si sveglia con il bacio del principe azzurro a cavallo. La realtà è un’altra e non prevede né una principessa, né un principe tantomeno un cavallo. Nella realtà l’amore è tutt’altro che perfetto e non è sempre rose e fiori. Sogni il colpo di fulmine e poi ti ritrovi col colpo di frusta, il dolore più o meno è quello (nella migliore delle ipotesi).

L’amore è disordinato, complicato e può essere doloroso. Ti stai aprendo alla vulnerabilità e questo può portare a soffrire e tu lo sai bene. Non c’è cosa più sadica di innamorarsi, vai incontro ad un destino chiaro dove ti farai male e ne sei consapevole ma giustifichi la cosa con la scusa della storia che oltre al dolore ci saranno tante cose belle, innumerevoli cose belle, probabilmente anche più di quelle brutte. I sentimenti delle persone cambiano nel tempo e le relazioni possono andare in pezzi. Un giorno prospetti un futuro insieme programmando progetti per l’estate e vacanze a Budapest., il giorno dopo improvvisamente gli orari di lavoro impossibili che fino al giorno prima non erano un problema diventano la crepa che spacca tutto.

L’amore può anche essere una distrazione, può consumarti e farti dimenticare i tuoi obiettivi e le tue aspirazioni. È facile perdersi in una relazione e dimenticare chi sei come individuo.

Ma forse il motivo principale per cui non credo nell’amore è che non è necessario per una vita soddisfacente. Ci sono molte altre cose che possono dare felicità e gioia, come perseguire una carriera o una passione, passare del tempo con i propri cari o semplicemente godersi i semplici piaceri della vita.

Non sto dicendo che l’amore sia una cosa negativa e che le persone dovrebbero evitarlo a tutti i costi. L’amore può essere bello e trasformativo, ma non è l’elemento fondamentale della vita. Dovremmo sforzarci di trovare la felicità e l’appagamento in noi stessi prima di aspettarci che qualcun altro ce la porti.

In conclusione, l’amore non è un prerequisito per una vita felice. È assolutamente possibile vivere una vita appagante e soddisfacente senza l’amore romantico. Quindi, scelgo di concentrarmi su ciò che mi porta gioia e felicità, piuttosto che inseguire un’inafferrabile storia d’amore da favola.

Metaforicamente parlando, l’amore è come un miraggio nel deserto. Può sembrare reale e tangibile, ma a ben guardare è solo un’illusione. Al contrario, la vera felicità e la realizzazione sono come un’oasi nello stesso deserto, una fonte reale e tangibile di nutrimento e sostegno nel viaggio della vita.

So che l’amore malgrado tutto è la cosa più bella che possa capitare ad un uomo, ciò che lo tiene vivo, che lo rassicura e gli sta accanto nel momento del bisogno, crea contrasti ma anche tanti ricordi che rimarranno stampati nella memoria come qualcosa di eterno e instancabile, così vividi che a distanza di anni sembreranno ancora solo momenti vissuti il giorno prima. Ma questa forse è un’altra storia. Purtroppo io non credo nell’amore, vorrei crederci, ma proprio non ci riesco.

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