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«Anche l’amministrazione ha le sue colpe»

«Anche l’amministrazione ha le sue colpe»

CERVETERI - «Sul dimensionamento scolastico l'amministrazione non è esente da colpe». Ancora riflettori puntati sulla perdita di autonomia dell'istituto comprensivo Don Milani che da settembre 2024 dovrà "rispondere" all'Ic Marina di Cerveteri. ...

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CERVETERI – «Sul dimensionamento scolastico l’amministrazione non è esente da colpe». Ancora riflettori puntati sulla perdita di autonomia dell’istituto comprensivo Don Milani che da settembre 2024 dovrà “rispondere” all’Ic Marina di Cerveteri. Ad intervenire sull’argomento, dopo le polemiche delle settimane scorse, con il sindaco e il dirigente scolastico che avevano chiamato in causa, puntando l’indice, contro la Regione Lazio, è il consigliere FI, Emanuele Vecchiotti. «Oltre al calo demografico generalizzato – spiega – l’amministrazione ha favorito l’espansione di alcuni istituti comprensivi a discapito di altri, tralasciando totalmente una programmazione territoriale delle iscrizioni che, oltre ad aver svuotato gli altri istituti alcuni dei quali colpiti dal ridimensionamento, ha inficiato anche sulle casse comunali richiedendo un trasporto pubblico e l’utilizzo di locali ulteriori rispetto ai tanti disponibili. La mia volontà è sempre stata quella di collaborare per migliorare sia l’offerta formativa, sia le strutture scolastiche, tuttavia l’amministrazione continua ad escludere noi consiglieri di opposizione della commissione Istruzione (tra cui anche il Presidente Paolacci) come successo nell’ultimo incontro tra sindaco, giunta, scuole e consiglieri di maggioranza e addossando tutte le colpe sulla Regione. In commissione Istruzione nei mesi precedenti – aggiunge ancora l’esponente di Forza Italia – era stato fatto notare che un dialogo poteva e doveva essere instaurato quanto prima con gli organi regionali per trovare soluzioni alternative e condivise, tuttavia il monito è rimasto inascoltato. Ora, rimane nostro dovere vigilare scrupolosamente che le iscrizioni seguano un andamento normale in tutti gli istituti del territorio senza favoritismi e che le quote previste siano rispettate senza deroghe, onde evitare ulteriori svuotamenti e accorpamenti».

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