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Riscattarsi attraverso l’istruzione, Nordio e Rai in campo per i detenuti

Riscattarsi attraverso l’istruzione, Nordio e Rai in campo per i detenuti

Ad Aurelia arriva il responsabile della Giustizia per il progetto “Scuola esercizio di libertà”. Donati 400 pc a 190 carceri. Il Ministro: «Lavoriamo per deflazione della popolazione carceraria. Rivedremo il trattamento ...

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«Il carcere è un male necessario: purtroppo ci sono delle situazioni per le quali non vi sono alternative alla detenzione. Stiamo lavorando per una deflazione della popolazione detenuta, ma anche questo è oggetto di polemiche«. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto della Rai «Scuola esercizio di libertà« nella casa circondariale di Civitavecchia. «Non è colpa nostra se la coniugazione delle leggi esistenti e dei crimini che si commettono è in un certo senso incompatibile con le carceri esistenti, per la cui edificazione è necessario molto tempo, oltre alle risorse finanziarie«, ha aggiunto.

«La situazione carceraria è una situazione difficile per chi è detenuto e per la stessa polizia penitenziaria, che opera con grande spirito di sacrificio di professionalità, alla quale va il mio incondizionato ringraziamento per quello che fa quotidianamente e che tra l’altro è sotto numero«, oltre che «trattata economicamente in un modo che cercheremo di rivedere».

Con il progetto ’Scuola esercizio di libertà’, che riprende le parole del Presidente della Repubblica, la Rai dona 400 PC da destinare ai 190 Istituti penitenziari, rendendo finalmente accessibili anche ai 10 mila studenti detenuti le 1800 video-lezioni realizzate da RaiScuola, suddivise per materia e per livello scolastico. Del resto la cultura è uno dei principali strumenti per dare corpo e sostanza all’articolo 27 della Costituzione e la Rai, nella sua funzione di servizio pubblico, ha voluto fare la sua parte.

«Un terzo dei detenuti italiani cerca un percorso di riscatto attraverso l’istruzione. Colpisce il numero di 20 mila detenuti su 60 mila circa che hanno chiesto di seguire un percorso di studi. Il progetto che presentiamo è centrale nella missione del servizio pubblico. Un progetto che ha entusiasmato e coinvolto l’intera azienda Rai perché amplia la sua missione», così la presidente Marinella Soldi negli spazi del teatro della casa circondariale di Civitavecchia durante la presentazione dell’iniziativa ’La Cultura rompe le sbarre’.

ROBERTO NATALE, DIRETTORE RAI PER LA SOSTENIBILITÀ ESG CARLO NORDIO, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA MARINELLA SOLDI, PRESIDENTE RAI GIOVANNI RUSSO, CAPO DEL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA PATRIZIA BRAVETTI, DIRETTRICE DELLA CASA CIRCONDARIALE DI CIVITAVECCHIA, SILVIA CALANDRELLI, DIRETTRICE RAI CULTURA (Imagoeconomica)

«La cultura è una delle più importanti forme di decompressione della tensione – sottolinea il ministro della Giustizia Carlo Nordio, anche lui presente ieri mattina a Civitavecchia – È l’inizio dell’itinerario per la libertà. Della risocializzazione del detenuto che in carcere è propenso a imparare un lavoro per trovare uno sbocco quando viene liberato. Quando si esce devi togliere il marchio di Caino che compromette l’attività professionale. È fondamentale che si apprenda un lavoro attraverso la cultura, l’apprendimento delle basi a partire dalla lingua italiana. Lavori che gli italiani non vogliono più fare e per l’ex detenuto quando ha trovato lavoro il ritorno a delinquere tende quasi allo zero». Tra i dirigenti Rai promotori dell’iniziativa e sempre attenti alla cultura nelle carceri ci sono la direttrice di Rai Cultura Silvia Calandrelli, il direttore Rai per la Sostenibilità Roberto Natale e la stimata volontaria Daniela de Robert. Da parte della Rai già nel 2021 ci fu una donazione di libri agli istituti minorili. «Una società che entri nel carcere è questo che richiede uno stato democratico» ha sintetizzato Silvia Calandrelli.

Sulla tecnologia però c’è da fare una precisazione secondo il ministro Nordio: «la tecnologia è come una pietra, se va in mano a Caino uccide Abele, se va in mano a Michelangelo diventa La Pietà».


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