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Al Polo culturale “Quando abbiamo smesso di capire il mondo di Benjamín Labatut”

Al Polo culturale “Quando abbiamo smesso di capire il mondo di Benjamín Labatut”

TOLFA - Nuovo appuntamento del Gruppo Lettura di Tolfa. L’appuntamento è per domenica 18 febbraio dalle 10.30 al Polo culturale di Tolfa. «Parleremo di “Quando abbiamo smesso di capire il mondo di Benjamín Labatut” (Adelphi) - spiegano - Il ...

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TOLFA – Nuovo appuntamento del Gruppo Lettura di Tolfa. L’appuntamento è per domenica 18 febbraio dalle 10.30 al Polo culturale di Tolfa. «Parleremo di “Quando abbiamo smesso di capire il mondo di Benjamín Labatut” (Adelphi) – spiegano – Il nostro Gruppo di lettura è aperto a tutti e con l’occasione rinnoviamo l’adesione a chiunque voglia partecipare». Il Gruppo è nato circa un anno e mezzo fa. A fare da cornice ai vari incontri è la biblioteca comunale. È coordinato dall’esperta Serena Ferraiolo, impegnata nella fondazione Bellonci (che organizza il premio Strega). Oltre a lei, gli altri pilastri dell’organizzazione sono Sergio Ceccarelli, Marco Bartolomucci, la cooperativa Taitle Ingegno Multiforme e Giordano Iacomelli, Teresa Piroli e Manuela Moraldi. «C’è chi si indispettisce, come l’alchimista che all’inizio del Settecento, infierendo sulle sue cavie, crea per caso il primo colore sintetico, lo chiama “blu di Prussia” e si lascia subito alle spalle quell’incidente di percorso, rimettendosi alla ricerca dell’elisir. C’è chi si esalta, come un brillante chimico al servizio del Kaiser, Fritz Haber, quando a Ypres constata che i nemici non hanno difese contro il composto di cui ha riempito le bombole; o quando intuisce che dal cianuro di idrogeno estratto dal blu di Prussia si può ottenere un pesticida portentoso, lo Zyklon. E c’è invece chi si rende conto, come il giovane Heisenberg durante la sua tormentosa convalescenza a Helgoland, che probabilmente il traguardo è proprio questo: smettere di capire il mondo come lo si è capito fino a quel momento e avventurarsi verso una forma di comprensione assolutamente nuova. Per quanto terrore possa, a tratti, ispirare. È la via che ha preferito Benjamín Labatut in questo singolarissimo e appassionante libro, ricostruendo alcune scene che hanno deciso la nascita della scienza moderna. Ma soprattutto, offrendoci un meraviglioso intrico di racconti, e lasciando scegliere a noi quale filo tirare, e se seguirlo fino alle estreme conseguenze».

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