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Agricoltori preparano la marcia su Roma

Agricoltori preparano la marcia su Roma

Ieri a Orte un nuovo grande presidio ma il blocco del casello non c’è stato. La polizia ha respinto un gruppo che ha tentato di fermare la circolazione

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Momenti di tensione ieri pomeriggio durante il presidio degli agricoltori nei pressi del casello di Orte quando la polizia del reparto mobile ha respinto un gruppo di produttori. Tutto è nato dopo le 15, quando alcuni agricoltori, che dalla mattina stazionavano presso la rotonda davanti al casello, hanno messo due balle, del peso di un quintale ciascuna, in mezzo alla strada, forse nel tentativo di bloccare il traffico. Le balle sono state poi spostate in fretta ma gli agricoltori sono rimasti sul posto. A quel punto è intervenuto il reparto mobile della polizia che li ha respinti fino a liberare la strada. La situazione è poi tornata alla calma. Del resto la protesta “Rispetto e dignità” che da una quindicina di giorni gli agricoltori stanno portando avanti, si è sempre mantenuta su toni pacati.

Ieri erano circa in 200 a Orte, giunti dalla Tuscia ma anche dall’Umbria. La circolazione stradale intorno alla rotonda e nelle vie limitrofe ha subito disagi ma molti automobilisti hanno manifestato la loro solidarietà e appoggio alla protesta degli agricoltori. « L’intenzione è quella di continuare il presidio finché non ci ascolteranno – dice un agricoltore contattato al telefono – ma le nostre intenzioni non sono di creare caos ma attenzione».

Il reparto mobile della polizia respinge gli agricoltori davanti al casello autostradale della A1

Danilo Calvani, intanto, uno dei leader della protesta degli imprenditori agricoli con i trattori, tira dritto e conferma quella che è stata ribattezzata la marcia su roma dei cingolati.

«Nei prossimi giorni porteremo tanti trattori fuori la città di Roma – dice Calvani – ma non per bloccare il traffico ma per lanciare un chiaro messaggio al governo ed a chi ha poteri decisionali. Ci aspettiamo migliaia di adesioni provenienti da tutta Italia e formeremo un corteo compatto che sarà a presidio fuori la città».

Intanto continua il botta e risposta di alcuni agricoltori per l’assenza di sigle come la Coldiretti in piazza: lo aveva ricordato nei giorni scorsi Lucio Matteucci, imprenditore agricolo viterbese. Non si escludono blocchi parziali dei caselli in entrata nella capitale, nei prossimi giorni, così come una continuazione del presidio su Orte.

In realtà già ieri alcuni trattori sono stati segnalati a Valmontone con la sigla del Comitato Uniti Trattori e nelle zone di Formello e Campagnano di Roma con una ventina di trattori: qui c’è stata una marcia unica con agricoltori ed ambientalisti. Stessa cosa sta succedendo da nord a sud: a Milano da martedì sono centinaia gli agricoltori che stanno protestando nei punti d’ingresso in città in modo simile a tante altre parti d’Italia.

«Il nostro obiettivo principale – aggiunte un altro agricoltore in presidio – è sensibilizzare le istituzioni sul fatto che la misura è colma. Siamo arrivati a questo punto perché ci sono stati anni di silenzi e disattenzioni. Non ne possiamo più. Puntiamo su una grande manifestazione su Roma che vedrà centinaia di trattori partire dalla Tuscia».


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