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Housing first, Fiadel: «Su via Giusti serve un passo indietro»

Housing first, Fiadel: «Su via Giusti serve un passo indietro»

Il coordinamento provinciale Roma nord della Fiadel interviene sul progetto. Oggi al Pincio una nuova riunione tra amministrazione, Confcommercio, residenti ed esercenti

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CIVITAVECCHIA – Il coordinamento provinciale Roma nord della Fiadel interviene sul caso di via Giusti invitando il Comune a fare un ulteriore passo indietro. Si torna a parlare dell’argomento che sta tenendo banco nelle ultime settimane ovvero la realizzazione di un centro “Housing first” e Stazione di posta nei locali comunali dello stabile.

Si tratta di un progetto che inizialmente prevedeva oltre 40 posti mensa e 11 posti letto per senza fissa dimora e ora ridimensionato dopo le proteste di commercianti e residenti di Corso Marco. Al momento sono previsti un centro servizi, con un punto di primo soccorso, e 8 posti letto per l’emergenza abitativa.

«Riteniamo – spiegano dal sindacato – che l’amministrazione debba fare un passo indietro per tre motivi. Il primo riguarda il fatto che nell’edificio di via Giusti siano collocate associazioni e realtà importanti che, negli anni, hanno trasformato l’area in un punto di riferimento. Pensiamo ad esempio al Codacons, associazione da sempre impegnata nella difesa dei consumatori. Civitavecchia – tuonano dal coordinamento – sente la necessità che lo sportello rimanga in quella zona centrale che ormai è area di servizi per i cittadini. C’è anche l’Associazione nazionale Polizia di Stato che potremmo definire una realtà di Protezione civile, visto che viene spesso impegnata in manifestazioni e quant’altro, e che necessita di una centralità per un miglior raccordo con le istituzioni. C’è poi l’università eCampus nata dalla proposta del consigliere metropolitano Antonio Giammusso che ha visto un boom di iscrizioni da parte dei cittadini, al punto che la stessa università ha chiesto un ampliamento dei locali per aumentare l’offerta formativa, offerta di cui la città ha un grande bisogno per andare incontro alle sfide del phase out dal carbone consentendo di formare lavoratori e cittadini».

Il secondo motivo, invece, riguarda la lontananza «dall’ospedale San Paolo. Se dovesse succedere qualcosa nel punto di primo soccorso come sarebbe possibile garantire tempestività di intervento così lontani dal nosocomio cittadino? Ci vogliono locali più idonei dal punto di vista logistico» e questo ci porta al terzo punto ovvero «la sicurezza della struttura e delle persone – concludono dalla Fiadel -, va identificata una struttura diversa». Intanto oggi al Pincio è prevista una nuova riunione tra il sindaco Ernesto Tedesco, l’assessore ai Lavori pubblici Daniele Perello, quello ai Servizi sociali Deborah Zacchei, rappresentanti di Confcommercio, commercianti e residenti per fornire osservazioni e spunti per eventuali aggiunge al progetto.

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