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I trattori toscani arrivano nella Tuscia

I trattori toscani arrivano nella Tuscia

Ieri il passaggio dei mezzi agricoli diretti a Roma per la manifestazione nazionale, a Vetralla il saluto del sindaco. Aquilani: «Spero che con il dialogo si trovi una soluzione per tutti»

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Si sono ritrovati da tutte le parti della Toscana per l’appuntamento delle 7.30 a Bettolle, da cui sono partiti per portare la protesta fin nel cuore della Capitale, passando per la Tuscia.

Gli oltre 50 trattori hanno percorso la Cassia fino ad arrivare intorno alle 10 ad Acquapendente dove, hanno fatto un prima sosta tecnica.

Poi alle 11 una seconda fermata a San Lorenzo Nuovo, dove gli agricoltori sono stati accolti dalla gente: passanti, curiosi, ma anche tante persone che con il cuore sono salite su quei trattori per portare l’orgoglio Italiano a Roma. Poi la volata, Bolsena e Montefiascone hanno visto la lunga fila di mezzi agricoli passare senza fermarsi.

Infine Viterbo, ma qui gli agricoltori hanno solo sfiorato la città dei papi. Il convoglio, infatti, poco dopo la rotatoria vigili del fuoco, inaspettatamente ha imboccato la superstrada in direzione Vetralla.

Intorno alle 15 i vetrallesi hanno visto sfilare il lungo serpentone multicolore di trattori.

A spezzare la fila di ruote da campagna, anche tante macchine di privati cittadini che seguivano la spedizione romana con il tricolore al vento fuori dal finestrino.

A Cura di Vetralla, tra la gente incuriosita anche una fascia tricolore, quella indossata dal sindaco Sandrino Aquilani che ha aspettato il convoglio sul ciglio della strada per salutarlo.

«Gente che lavora, la spina dorsale del nostro Paese – ha detto mentre sollevava la mano per salutare un trattorista che passava – indubbiamente qualcosa non va, se in tutta l’Europa si stanno muovendo. Ma spero che con il dialogo una soluzione che sia ragionevole per tutti si possa trovare».

La lunga striscia ha macinato altri chilometri fino a Capranica, dove la stanchezza dei piloti-agricoltori ha richiesto un’altra sosta tecnica.

Poi alle 16 le ruote si sono rimesse in movimento verso la Cassia bis, dietro i trattori il suono dei clacson imperversava ma, a suonare non erano solo gli automobilisti infastiditi dai rallentamenti, ma anche tanti italiani che su quei mezzi diretti alla Capitale avrebbero voluto esserci.


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