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«La nostra fine la vostra fame» – GALLERY E VIDEO

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«Va rivista la Pac. No all’abolizione delle agevolazioni o dovremo vendere le nostre aziende»

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LADISPOLI – “Lottiamo per il futuro dei nostri figli”. E ancora: “La nostra fame la vostra fame”. Sono solo alcuni degli slogan che gli agricoltori del litorale romano hanno piazzato sui loro trattori per unirsi alla protesta del comparto che si sta protraendo ormai da settimane in Italia e in altri Paesi europea. «Protestiamo contro l’Unione Europea che vuole affamare gli agricoltori di tutta Europa», ha detto l’imprenditore Gianfranco Fioravanti presente al presidio che andrà ad oltranza «fino a quando non sarà trovata una soluzione».

Agricoltori in protesta: con i trattori sull’Aurelia

Non vogliono “contentini” ma ottenere «il giusto prezzo per quello che produciamo» e soprattutto delle politiche comunitarie che non vadano contro il comparto creando una concorrenza sleale con gli agricoltori extra UE.

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«Se non posso utilizzare i pesticidi sul grano, ad esempio, e gli altri (fuori dall’Unione Europea) possono farlo, quello che acquistiamo da loro costerà meno del nostro prodotto. Si va dunque a creare una concorrenza sleale», ha aggiunto l’agricoltore Marco Iovato. Per non parlare poi dei controlli differenti a seconda da dove arriva il prodotto: per quello importato dall’estero decisamente meno stringenti rispetto a quelli interni all’Ue come spiegato anche da Roberto Seri. Sotto i riflettori anche i margini dei guadagni sempre più stretti: «Oggi il grano si vende a 33 euro al quintale. All’estero lo comprano intorno ai 18/22 euro. La materia prima deve costare poco per far salire il guadagno di noi agricoltori», ha proseguito. Insomma, una politica europea che «non ci appartiene», almeno non così come è stata impostata. «Chiediamo di rivedere la Pac e tutte le sue normative».

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Poi l’appello anche alla politica italiana: «Si mettano insieme una serie di interventi per ridurre i costi (dall’Irpef agricola all’accise sul gasolio agricolo). Ci lasciano, inoltre, le agevolazioni o andremo alla fame più completa. Dovremo vendere le nostre aziende». Ed è per questo che il presidio andrà «ad oltranza» come ribadito da Fioravanti: «Se non ci facciamo sentire nessuno ci prenderà in considerazione. La popolazione deve sapere cosa sta succedendo».

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