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No al bullismo e al cyberbullismo: l’impegno di Semi di pace di Tarquinia con il progetto Rondini

No al bullismo e al cyberbullismo: l’impegno di Semi di pace di Tarquinia con il progetto Rondini

La dottoressa Graziella Menci, psicologa e psicopedagogista, spiega il fenomeno sempre più dilagante

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TARQUINIA – Riflessione approfondita da parte dell’associazione Semi di pace per la giornata celebrativa contro il bullismo. Obiettivo, diffondere e sensibilizzare ragazzi e famiglie su una problematica che sta diventando una vera e propria emergenza.

«Sempre più spesso i nostri ragazzi si rendono protagonisti di episodi di prevaricazione, attraverso violenze fisiche, verbali e psicologiche su una vittima designata, solo perché più fragile e non in grado di difendersi – spiega Graziella Menci, psicologa e psicopedagogista – Che siano bulli, spettatori o complici inconsapevoli, sembrano agire incondizionatamente, senza conoscere limiti e senza considerare la gravità e le conseguenze delle loro azioni sull’altro. Specialmente quando sono in gruppo, questi individui perdono capacità, senso critico e più drammaticamente il controllo di sé. Con la diffusione capillare del web, il bullismo ha trovato terreno fertile per espandersi ed è diventato cyberbullismo: un modello di bullismo adattato alla rete. Sono nati così nuovi modi perversi e fantasiosi di agire la violenza; sul web si compiono atti illegali sentendosi protetti dall’anonimato e dalla non conoscenza reale della vittima. Nell’ultimo periodo della pandemia la rete è stata per molti un rifugio all’interno del quale si nascondono trappole insidiose. I nostri giovani potrebbero incorrere in pericoli e infilarsi in situazioni tragiche da cui poi è difficile uscire, più difficile che nel reale».

«Purtroppo in fase evolutiva il confine tra il mondo reale e quello virtuale non è così netto e si interseca con la realtà – aggiunge la psicologa – Difendersi dalle insidie del web significa rendersi consapevoli del fatto che negli ambienti digitali si è contemporaneamente fruitori e creatori di contenuti. Spessissimo manca la consapevolezza di ciò che si sta facendo e delle relative conseguenze. Tutto ciò è grave e preoccupante, e pone grossi interrogativi al mondo degli adulti e delle istituzioni». «Dove sono finiti valori come il rispetto del prossimo, la compassione, la comprensione, la valutazione delle conseguenze di una azione su un essere umano? – afferma la dottoressa Graziella Menci – Paradossalmente questi concetti apparentemente anacronistici assumono una valenza molto attuale. Oggi dobbiamo coltivare più efficaci modalità di interazione con i nostri ragazzi come l’ascolto attivo, il dialogo, l’empatia, la riflessione argomentativa, in un confronto tra generazioni per poter raggiungere nuove consapevolezze».

Ed anche Semi di Pace con il Progetto Rondini dedica una attenzione particolare ad argomenti significativi che possano aiutare genitori, docenti e adulti di riferimento a conoscere il bullismo e a prevenire il diffondersi di atteggiamenti aggressivi e violenti, attraverso la presa di coscienza del fenomeno e la messa in atto di adeguate strategie educative.

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