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Italia Nostra Etruria promuove la raccolta firme per convertire la vecchia ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia in un percorso ciclopedonale

Italia Nostra Etruria promuove la raccolta firme per convertire la vecchia ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia in un percorso ciclopedonale

La presidente Marzia Marzoli plaude alla proposta dell’associazione Greenway

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TARQUINIA – Un percorso ciclopedonale al posto della vecchia ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia. È la proposta di Italia nostra sezione Etruria che ha deciso di promuovere una raccolta firme.

“L’associazione Greenway Orte-Capranica-Civitavecchia ha lanciato l’idea di un progetto davvero green: la conversione della vecchia ferrovia in un percorso ciclopedonale, in linea con le nostre iniziative sul territorio dal 2014, che dimostravano quanto fosse adeguato come percorso di cammini e di un ecomuseo – spiega la presidente Marzia Marzoli – Nel 2017, alla fine di una passeggiata a cui avevano partecipato almeno 200 persone, la considerazione era unanime: era un tracciato già pronto per essere trasformato in ciclovia, visto che ne rimane soltanto il sedime di terra e rapillo, ma che è sufficiente per gli amanti dei cammini e delle due ruote. La realizzazione a basso costo di una greenway è un’ottima idea soprattutto in un periodo di attacco sconsiderato alla integrità del suolo e degli ambienti naturali e la sosterremo insieme, raccogliendo le firme in tutti i paesi coinvolti nel progetto: Civitavecchia, Tarquinia, Allumiere, Monteromano fino ad Orte». «Lo scopo della raccolta firme – aggiunge la Marzoli – è quello di risolvere in modo definitivo e senza impatto ambientale l’enorme situazione di degrado in cui versa attualmente la ex ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia, mettere in sicurezza le infrastrutture esistenti come i ponti e le gallerie. Il progetto è sostenibile e siamo sicuri troverà un buon riscontro anche per un finanziamento europeo. Con la nostra firma, saremo partecipi di un ambizioso progetto di riconversione senza distruggere nulla, valorizzando il territorio per uno sviluppo turistico nel rispetto dell’ambiente e della mobilità sostenibile».

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