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Autisti a “caccia” di clienti e furti al duty free: multe per oltre 16mila euro

Autisti a “caccia” di clienti e furti al duty free: multe per oltre 16mila euro

FIUMICINO - Proseguono i controlli da parte dei carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma presso lo scalo aeroportuale “Leonardo Da Vinci” e presso l’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino, che hanno consentito di identificare e ...

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FIUMICINO – Proseguono i controlli da parte dei carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma presso lo scalo aeroportuale “Leonardo Da Vinci” e presso l’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino, che hanno consentito di identificare e sanzionare 10 autisti NCC e tassisti mentre procacciavano clienti tra i passeggeri e mentre lasciavano i loro clienti in aree di sosta non consentite poiché non adibite a corsia di accosto. In particolare, i carabinieri della Stazione Aeroporto di Fiumicino hanno sanzionato 8 autisti Ncc, sorpresi nei pressi dei Terminal Arrivi 1 e 3, mentre procacciavano illecitamente clienti tra i passeggeri in transito, al di fuori degli stalli, senza averne titolo, per un importo totale di circa 16.512 euro. I carabinieri della Stazione Aeroporto di Ciampino, invece, hanno sanzionato due tassisti, sorpresi mentre lasciavano scendere dai loro mezzi i relativi clienti in un’area di sosta non adibita a corsia di accosto, per un importo di circa 4.128 euro. In distinti interventi, i carabinieri della Stazione Aeroporto di Fiumicino hanno inoltre denunciato 2 viaggiatori che, in attesa dei rispettivi voli, hanno tentato di superare le casse dei duty free all’interno dello scalo, senza pagare diverse confezioni di profumi, prodotti di cosmetica e sette stecche di sigarette, del valore di circa 700 euro. I viaggiatori sono stati notati dal personale addetto alla vigilanza che ha subito allertato i carabinieri. La refurtiva è stata recuperata interamente e riconsegnata ai responsabili dei negozi. Per loro è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per il reato di tentato furto.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.


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