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Intesa tra gli agricoltori e il ministro Lollobrigida

Intesa tra gli agricoltori e il ministro Lollobrigida

Anche i trattori di Tarquinia erano presenti al corteo sul Gra. Resta attivo il presidio sulla Nomentana

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TARQUINIA – C’erano anche i trattori di Tarquinia nel corteo organizzato da “Riscatto agricolo” venerdì sera sul Grande raccordo anulare di Roma. I mezzi, scortati dalle forze dell’ordine, sono partiti intorno alle 21 dal presidio di via Nomentana dopo un pomeriggio e una serata scanditi da un doppio incontro con il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

Una delegazione, alla quale ha preso parte anche l’imprenditore agricolo di Tarquinia Alessio Centini, si è recata nel pomeriggio presso il Ministero, illustrando tutte le proposte necessarie alla sopravvivenza del settore agricolo. Proposte che non consistono, spiegano gli agricoltori, in un sussidio, «non vogliamo sussidi», ma nella necessità di attivare regole e prezzi in grado di garantire il giusto profitto dalle produzioni. Positivo il riscontro avuto al termine dell’incontro.

«Voglio spendere un pensiero che mi viene dal profondo del cuore con queste magnifiche persone che ho conosciuto, con cui insieme siamo riusciti ad entrare dentro il Ministero e portare i problemi dell’agricoltura italiana su un tavolo difronte al nostro ministro», le parole di Alessio Centini.

«Mi sento di ringraziarli uno ad uno – ha detto – tutti quelli che hanno creduto in noi. Questa deve essere la dimostrazione e il simbolo che insieme si può vincere». Espressioni positive anche da parte di Roberto Rosati uno dei portavoce degli agricoltori che aderiscono a Riscatto Agricolo: «Dal mio punto di vista è stata una giornata positiva. È stato un confronto costruttivo con il ministro che ha promesso che la porta per noi resta sempre aperta».

In serata, poi, il bis, con il ministro Lollobrigida che ha raggiunto il presidio di via Nomentana, unendosi al tavolo con gli agricoltori tra brindisi, arrosticini e salsicce. Per il ministro un’accoglienza calorosa: applausi e molte foto con alcuni dei 700 agricoltori presenti, giunti con circa 450 mezzi. Dalla folla anche l’invito «Difendici, siamo l’ultimo presidio dell’Italia».

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«Vi ringrazio per quello che avete fatto negli anni in cui avete garantito la continuità di questo asset strategico», ha detto Lollobrigida nel comizio improvvisato. Il ministro ha ricordato la posizione in Europa tenuta dalla premier Giorgia Meloni ed è tornato ad attaccare le imposizioni agli operatori del settore, spiegando che «i nostri agricoltori sono i più rispettosi dell’ambiente». «Io prima o poi me ne andrò ma voi rimarrete sempre», ha sottolineato Lollobrigida. «Farò il possibile, vi garantisco il mio impegno: sono sempre pronto al confronto e spero che in futuro non possiate dire che vi ho deluso», ha concluso il ministro ribadendo ai presenti «sono qui e resto a salutare chi voglia farlo».

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Alle 21 poi la partenza dei trattori dal presidio di via Nomentana: i mezzi schierati in fila indiana hanno fatto circa 70 chilometri, impiegando quattro ore per fare tutto il giro del Grande raccordo anulare.

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Alla fine gli agricoltori hanno deciso di mantenere attivo il presidio fino a che non verranno ratificati e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale i tre punti fondamentali promessi dal ministro.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha già annunciato che entro lunedì sarà varato un emendamento” al Milleproroghe “per ridurre l’Irpef agricola per gli imprenditori con una dichiarazione dei redditi fino ai 10mila euro ed altri emendamenti finalizzati ad aiutare questo mondo”.

Una sorta di attesa in presidio, quella degli agricoltori, fino a che il frutto del dialogo con il Governo si trasformi in concretezza. Le premesse per gli agricoltori sarebbero buone, con il ministro che avrebbe garantito il massimo sostegno possibile.

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