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Morte di Giuseppina Nuti, diversi nodi da sciogliere

Morte di Giuseppina Nuti, diversi nodi da sciogliere

VITERBO – Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso di Giuseppina Nuti, la 90enne, trovata morta dai carabinieri nei boschi dopo che il figlio più grande, Romeo Droghini ha confessato di aver nascosto il cadavere nella riserva del lago ...

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VITERBO – Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso di Giuseppina Nuti, la 90enne, trovata morta dai carabinieri nei boschi dopo che il figlio più grande, Romeo Droghini ha confessato di aver nascosto il cadavere nella riserva del lago di Vico e ha indicato il modo per ritrovarlo. L’esame servirà anche a fissare a livello temporale il decesso della donna di cui si erano perse le notizie dal 24 gennaio scorso. Che cosa sia accaduto in questo periodo e il ruolo del figlio, che è in carcere con l’accusa di occultamento di cadavere, spetterà ai carabinieri accertarlo. I militari di Ronciglione che hanno condotto le indagini con la collaborazione fattiva dei colleghi di Bracciano, hanno fatto sapere che “allo stato attuale non è possibile escludere nessuna ipotesi”. Alcune risposte potrebbero venire dallo stesso Romeo Droghini che sarà ascoltato nell’interrogatorio di garanzia e che ha già confessato l’occultamento di cadavere della madre. A dare l’allarme era stato invece suo fratello più piccolo che risiede in Emilia Romagna e che non riusciva a mettersi in contatto con madre. Dalle prime indagini è emerso che Romeo Droghini a inizio mese aveva riscosso la pensione della madre. Saranno le indagini a fare piena luce sulla vicenda ma il fatto riporta alla mente altri episodi avvenuti nella Tuscia. Nel 2016 a Ronciglione Ivo Bramante, un pittore 84enne, fu accusato di abbandono di incapace aggravato dalla morte, occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato per aver continuato a intascare la pensione della sorella invalida. Secondo quando fu accertato, l’uomo lasciò morire di stenti la sorella e poi ne aveva occultato il cadavere nel congelatore del garage per continuare a percepire la pensione. L’altro caso risale alla fine di novembre 2017, quando Ermanno Fieno, poco dopo la morte del padre, Gianfranco, 83 anni, avvenuta per cause naturali, uccise la madre e nascose i cadaveri di entrambi. Prima li avvolse nel cellophane, poi li chiuse all’interno della loro camera matrimoniale, dove rimasero per due settimane. Nel frattempo, l’uomo aveva detto alla sorella, per giustificare l’assenza dei genitori, che si trovavano in una clinica per anziani. Ma la donna, preoccupata, aveva avvisato le forze dell’ordine. I due corpi furono rinvenuti la sera del 13 dicembre.

Il 46enne fu fermato due giorni dopo nella stazione di Ventimiglia, mentre stava cercando di scappare all’estero e rifugiarsi in Francia.


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