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Tuscia in marcia contro il deposito

Tuscia in marcia contro il deposito

Per il 25 febbraio sono organizzati quattro cortei per ribadire il no alle scorie nucleari. Sul fronte del ricorso, oggi scade il termine per impugnare il provvedimento

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Deposito scorie nucleari, parola d’ordine: tenere alta la guardia. Un’esortazione che non hanno certamente bisogno di sentirsi rivolgere i Comuni che insistono nelle aree a rischio di essere costrette a ospitare il sito nazionale di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e l’annesso parco tecnologico. E proprio per evitare che il livello di attenzione si affievolisca, il 25 febbraio è stata organizzata la marcia “Tuscia in movimento’” per ribadire il fermo no a un’ulteriore e impattante servitù nella nostra provincia.

La manifestazione, promossa dal Biodistretto della via Amerina e annunciata nell’ultima seduta del consiglio provinciale, vede al momento l’adesione di 16 Comuni direttamente interessati dall’impianto e di varie realtà associative, tra cui 25 associazioni, 11 biodistretti, 5 comitati e 2 fondazioni.

La marcia si articola in 4 distinti cortei che prenderanno il via da altrettanti paesi – Gallese, Corchiano, Vignanello e Vasanello – per poi muovere alla volta del monumento naturale di Pian Sant’Angelo.

Il Biodistretto ha reso noto il programma della giornata con gli orari e i punti di partenza dei cortei.

A Gallese appuntamento alle 9 in piazza Castello, a Corchiano in piazza del Comune alle 10, alle 9.30 da Vignanello in piazza Cesare Battisti e alle 10.30 da Vasanello in località Santa Bruna. Con tappa intermedia intorno a mezzogiorno presso la stazione ferroviaria di Corchiano.

Il tempo stringe e la decisione sulla zona che dovrà ospitare la costruzione del deposito potrebbe essere prossima. E la Tuscia, in cui Sogin ha individuato ben 21 siti idonei sul totale dei 51 a livello nazionale, è la provincia a maggior rischio.

Finora le osservazioni presentate da Comuni, associazioni e comitati, secondo quanto dichiarato dalla Provincia e dalle realtà interessate, non sarebbero state neanche prese in considerazione. Non solo relativamente all’impatto sul patrimonio paesaggistico, agricolo e idrico e dal punto di vista sanitario e sismico ma anche in merito alla redazione prima della Cnapi (carta aree potenzialmente idonee) poi della Cnai (carta aree idonee) elaborata su cartografie del territorio datate, non aggiornate sui cambiamenti avvenuti negli ultimi 20 anni. Come ad esempio la presenza di due metanodotti nell’area di Vasanello, con previsione di in terzo, da cui passa il gas proveniente dall’Algeria che serve tutta Italia.

Intanto per quanto riguarda il ricorso presentato dalla Provincia di Viterbo – al quale hanno aderito i Comuni non direttamente interessati, tra cui quello di Viterbo, mentre gli altri hanno proceduto anche in maniera individuale – scade oggi il termine ultimo per impugnare il provvedimento e ribadire la netta contrarietà del territorio alla realizzazione del deposito nazionale nella Tuscia.

Nel frattempo sul fronte di Trino Vercellese, unico Comune ad aver avanzato la candidatura volontaria a ospitare il sito, si è tenuta una manifestazione promossa da Legambiente contraria alla realizzazione dell’impianto nel paese piemontese.


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